Il Doodle di Google del 19 luglio 2019 è dedicato al cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, un traguardo storico raggiunto in seno alla celebre missione “Apollo 11” della NASA. Dei tre astronauti lanciati nello spazio solcarono la regolite lunare – attorno alle 05:00 ora italiana di domenica 21 luglio 1969 – il comandante Neil Armstrong e il pilota Buzz Aldrin, sganciatisi dal Modulo di comando e servizio (CSM) Columbia a bordo del Modulo Lunare (LEM) Eagle. Il terzo membro dell'equipaggio, l'astronauta Michael Collins nato a Roma, li attendette sul Columbia a circa 97 chilometri di altezza dalla superficie del satellite della Terra.

Il Doodle sull'Apollo 11

Il Doodle di Google, un'animazione di cinque minuti che celebra i momenti salienti dell'Apollo 11, dal lift-off del 16 luglio da Cape Canaveral (all'epoca Cape Kennedy) fino all'ammaraggio del 24 luglio nell'Oceano Pacifico, è commentato proprio dalla voce di Collins, che ripercorre con voce emozionata (sottotitolata in italiano) le tappe di questa storica conquista per l'umanità. Del resto, come sottolinea l'ex astronauta durante il video, ci sono volute ben 400mila persone per portare Aldrin e Armstrong a passeggiare sulla Luna, “dagli ingegneri ai programmatori dei computer, alle persone che ci hanno cucito le tute”. Collins, mentre sullo sfondo si vede giungere l'Apollo 11 nell'orbita lunare, si sofferma sulla potenza di calcolo dei computer dell'epoca, inferiore a quella degli smartphone che portiamo in tasca tutti noi. Poi ricorda le tre potenti antenne – piazzate in California, Spagna ed Australia – che hanno permesso agli ingegneri del centro di comando di sapere dove si trovassero in ogni momento i veicoli della missione e monitorarne le traiettorie. Poiché la navetta Apollo era continuamente esposta alle radiazioni solari, per regolare la temperatura era stata prevista una manovra di rotazione costante sull'asse verticale, che Collins e colleghi definivano il “Girarrosto”.

Le emozioni di Michael Collins

Nella seconda parte dell'animazione l'astronauta dell'Apollo 11 si è soffermato sulle emozioni sperimentate durante il viaggio, descrivendo la meraviglia per le enormi dimensioni della Luna e per il sorgere del Sole alle spalle del satellite, aggiungendo che nulla era paragonabile alla piccola Terra sullo sfondo, definita lo “spettacolo principale”. Poi ha raccontato l'allunaggio di Aldrin e Armstrong, citando la celebre frase riportata sulla targa lasciata sulla Luna assieme alla bandiera americana: “Qui gli uomini del pianeta Terra hanno messo piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace a nome di tutta l'umanità”. Collins, mentre i colleghi passeggiavano sulla regolite lunare, è stato l'uomo più isolato di tutti, anche perché perdeva regolarmente le comunicazioni quando orbitava sul lato nascosto del satellite, ma ha affermato che non si sentiva affatto solo, e che era pienamente suo agio: “ho bevuto anche un caffè caldo”. L'ex astronauta ha infine ricordato che, nelle numerose conferenze in cui fu invitato dopo l'allunaggio, sottolineava sempre che la conquista della Luna è stata compiuta da tutti noi, dall'umanità intera, e non solo dallo storico equipaggio dell'Apollo 11.