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Margaret Hamilton, la donna che ci ha portati sulla Luna: il suo software ha salvato l’Apollo 11

Forse non tutti sanno che ad aver permesso l’allunaggio della missione Apollo 11, grazie alla quale gli astronauti Armstrong e Aldrin hanno ‘passeggiato’ sulla Luna, è stata una donna: lei è l’informatica Margaret Hamilton, vediamo insieme come il suo software ha salvato la missione della NASA.
A cura di Zeina Ayache
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Il suo nome è Margaret Hamilton ed è, in senso lato, la prima donna ad essere stata sulla Luna durante la missione Apollo 11 del 1969. Per essere più chiari, la Hamilton in realtà non andò nello spazio, ma permise agli astronauti Armstrong, Aldrin e Collins di portare a termine questo evento spaziale storico. Vediamo insieme chi è Margaret Hamilton e a cosa servì il suo software.

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Margaret Hamilton, chi è

Margaret Heafield Hamilton è un’informatica americana nata a Paolo, Indiana, il 17 agosto 1936. Direttrice del Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory, la Hamilton divenne celebre per aver sviluppato il software di bordo del programma Apollo, il programma di missioni NASA interessato allo studio della Luna che, nel 1969, porto ai primi passi sul nostro satellite, e che si concluse nel 1972 con l’Apollo 17. La sua carriera fu così importante per il mondo della scienza che, anche in qualità di simbolo femminile, ricevette la più alta decorazione degli Stati Uniti d’America nel 2016: l’allora presidente Barack Obama le consegnò infatti la medaglia presidenziale della libertà (Presidential Medal of Freedom) come ringraziamento per il lavoro svolto per il Paese.

Il software della Hamilton per l’allunaggio e il decollo

Come dicevamo, la Hamilton fu l’informatica che permise lo sviluppo del software dell’Apollo Guidance Computer, cioè il computer di bordo dell'Apollo della NASA, che aveva il compito di intervenire, in caso di problemi, durante le manovre di allunaggio e decollo. Fu proprio questo software che riuscì a salvare la missione Apollo 11 quando, poco prima del touchdown, alcuni allarmi scattarono annunciando il rischio di sovraccarico del computer di bordo, con il pericolo di compromettere l’atterraggio. La Hamilton riuscì a prevedere questa eventualità e il suo programma riuscì ad intervenire in questo caso di emergenza, evitando il sovraccarico e permettendo il compimento della missione Apollo 11.

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