Tra gli obiettivi principali del programma Apollo, quello che esattamente 50 anni fa ha fatto sbarcare i primi uomini sulla Luna (Neil Armstrong e Buzz Aldrin), vi era il recupero di campioni lunari da riportare sulla Terra. I dodici astronauti che si sono avvicendati sul satellite della Terra tra l'Apollo 11 (1969) e l'Apollo 17 (1972) hanno raccolto ben 2.415 campioni, fra rocce e polveri. Il peso complessivo totale del materiale lunare riportato sulla Terra dalle sei missioni NASA è stato di poco oltre i 380 chilogrammi, concentrati soprattutto nella missione Apollo 17, quando il compianto astronauta Eugene Cernan e il collega Harrison Hagan “Jack” Schmitt – l'unico scienziato ad aver solcato la regolite lunare – raccolsero ben 111 chilogrammi di materiale. Ciò fu possibile anche grazie al rover lunare LRV inaugurato con l'Apollo 15. Buzz Aldrin e Neil Armstrong nel celebre sbarco dell'Apollo 11 raccolsero 22 chilogrammi di campioni.

Campioni incontaminati

I campioni raccolti dalla superficie lunare si suddividono in rocce, polveri e suoli, alcuni dei quali prelevati anche grazie a picconi, martelli, pale, strumenti per il carotaggio e altro ancora. Sono stati tutti abbandonati sulla Luna assieme a molti altri oggetti, come scarponi e fotocamere, considerati troppo pesanti e superflui per il rientro sulla Terra. I campioni sono stati inseriti dagli astronauti in buste speciali, a loro volta introdotte in contenitori chiamati "Special Environmental Sample Container" per mantenerli incontaminati. Alcuni, come un carotaggio prelevato dall'Apollo 17, sono sigillati ancora oggi e saranno presto analizzati per la prima volta in alcuni laboratori selezionati dalla NASA. Un po' di polvere lunare è presente anche in una piccola sacca “dimenticata” di Neil Armstrong, battuta all'asta da Sotheby's – con non poche polemiche – il 20 luglio del 2017, in occasione del 48esimo anniversario dello sbarco sulla Luna.

Le rocce lunari

Le rocce riportate sulla Terra dalle missioni Apollo si suddividono in due categorie principali, quelle originarie delle aree continentali e quelle dei cosiddetti mari lunari. Le prime sono soprattutto rocce magmatiche composte da ferro e magnesio e brecce litificate legate anche agli impatti dei meteoriti, le seconde sono basalti peculiari, meno viscosi e più ricchi di ferro di quelli terrestri. Le missioni Apollo hanno riportato sulla Terra principalmente rocce provenienti dalle aree continentali. Una delle caratteristiche distintive di alcune rocce lunari è la presenza del cosiddetto KREEP, un insieme di elementi atipico (fosforo, potassio e terre rare). I minerali tipici dei campioni lunari sono l'olivina, il pirosseno, l'ilmenite il plagioclasio e il feldspato, ciascuno caratterizzato da cristalli di forma e colore peculiare (l'olivina è verdastra, mentre gli ultimi due vanno dal bianco al grigio).

Non solo Apollo

Sebbene dalle missioni Apollo sia giunta la maggior parte del materiale lunare in mano agli scienziati, anche alcune missioni sovietiche chiamate Luna sono riuscite a riportare alcuni campioni. Nello specifico, si tratta di poco più di 320 grammi di polvere lunare. Altri 50 chilogrammi di rocce lunari deriva da meteoriti precipitati sulla Terra, moltissimi dei quali raccolti in Antartide.

Che fine hanno fatto i campioni

La maggior parte dei campioni lunari si trova in due laboratori del Texas, a Houston e a San Antonio, dove vengono tenuti sotto azoto per evitare contaminazioni da agenti terrestri. L'analisi e la manipolazione è possibile solo all'interno di particolari macchinari in grado di non alterarli. Alcuni campioni sono esposti nei musei, altri sono inclusi in kit realizzati dalla NASA a scopo didattico, altri ancora sono stati donati ai governi di vari Stati (uno è esposto al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano). Al Kennedy Space Center, in Florida, nell'area dedicata ai visitatori è possibile letteralmente toccare con mano una roccia proveniente dalla Luna.

Il valore delle rocce lunari

I meteoriti originari della Luna sono a disposizione anche dei privati e vengono venduti a prezzi esorbitanti; ad esempio il meteorite Dar al Gani 1058 recuperato in Libia nel 1998 è stato venduto a 281mila dollari. Le rocce e gli altri campioni prelevati durante le missioni lunari hanno una valutazione esorbitante e non sono in vendita. C'è stata qualche eccezione (compresi tentativi di furto e rivendita), con poche centinaia di grammi valutate centinaia di migliaia di dollari.