Il prossimo 20 luglio, in occasione del 48° anniversario dell'allunaggio dell'Apollo 11, l'autorevole casa d'aste Sotheby's batterà uno dei reperti più esclusivi e rari al mondo, il Lunar Sample Return, ovvero la sacchetta (pochette) nella quale Neil Armostrong raccolse i primi campioni di polvere lunare durante la celebre missione del 1969. L'eccezionalità dell'oggetto risiede principalmente nel fatto che al suo interno e all'esterno sono presenti tracce di materiale proveniente dal nostro satellite, sulle quali nessun privato, per volontà della NASA, ha mai potuto mettere mano.

Ovviamente non sarà un'asta per chiunque, dato che la stima iniziale del Lunar Sample Return è di ben 2 milioni di dollari, e le previsioni puntano già al doppio della cifra. Per i ricchi appassionati di astronomia e missioni spaziali si tratta comunque di un'occasione irripetibile; del resto, stiamo parlando di un oggetto legato alla missione spaziale più celebre, utilizzato dall'astronauta che pronunciò la storica frase “questo è un piccolo passo uomo, un gigantesco balzo per l'umanità” e contenente materiale extraterrestre.

Ma com'è possibile che un cimelio di tale valore sia finito in una semplice un'asta pubblica? La storia, incredibile, è ricca di colpi di scena. Riportata sulla Terra, la sacchetta svuotata del suo contenuto fu messa per errore insieme ad altre, non impegnate per il trasporto del materiale lunare, e in una fase successiva, a causa di un'indagine federale, fu sequestrata e messa all'asta. La comprò l'avvocatessa Nancy Lee Carlson per un migliaio di dollari assieme ad altri cimeli, e dopo averla tenuta per anni, decise di inviarla alla NASA per un'analisi delle tracce di polvere in essa contenute.

Ritornata in possesso della preziosa reliquia, l'agenzia si rifiutò di riconsegnare la sacchetta, ma dopo una lunga e animata disputa legale, a malincuore, lo scorso febbraio ha dovuto cedere e inviarla alla “legittima” proprietaria. Con l'asta da Sotheby's il Lunar Sample Return troverà il suo nuovo, fortunato proprietario, e parte del ricavato andrà in beneficenza e per una borsa di studio. Nonostante i propositi virtuosi, la NASA resta del tutto contraria all'operazione, sottolineando che una reliquia di questo genere andrebbe esposta pubblicamente in un museo. Un'opzione che in teoria è ancora possibile, acquirente permettendo.

[Foto di Sotheby's]