Coronavirus
5 Luglio 2021
16:14

Perché gli zoo stanno vaccinando gli animali contro il coronavirus

Migliaia di dosi di vaccino anti Covid per animali sono state distribuite in decine di zoo, santuari e altre strutture americane con mammiferi in cattività. Sono infatti oltre 400 le specie suscettibili al coronavirus SARS-CoV-2 e i veterani non solo stanno proteggendo gli animali dall’infezione, ma anche la salute pubblica dal rischio di una panzoozia e dalla nascita di nuove varianti.
A cura di Andrea Centini
Un furetto vaccinato. Credit: Oakland Zoo/Zoetis
Un furetto vaccinato. Credit: Oakland Zoo/Zoetis
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Circa settanta tra zoo, santuari, università e altre strutture che ospitano animali in cattività degli Stati Uniti stanno ricevendo migliaia di dosi di vaccino anti Covid specifico per trattarli. A donare i vaccini la casa farmaceutica Zoetis, il principale produttore al mondo di medicinali dedicati agli animali da compagnia e di allevamento. Il vaccino anti Covid per animali, non utilizzabile sull'uomo e approvato per l'uso di emergenza secondo procedure completamente differenti dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), alcune settimane addietro era stato già utilizzato per proteggere le grandi scimmie (bonobo, gorilla, oranghi) del San Diego Zoo Safari Park. Qui, infatti, era scoppiato un focolaio di infezioni tra i gorilla, tra i quali il più anziano – Winston – sviluppò la forma severa della COVID-19. I veterinari lo salvarono con un mix di antibiotici, farmaci per il cuore e anticorpi monoclonali, tra le principali armi per combattere il coronavirus nelle fasi precoci del contagio.

Zoetis sta distribuendo oltre 11mila dosi di vaccino che aiuteranno a proteggere un centinaio di specie di mammiferi diverse di circa 30 strutture. Tra le prime a ricevere i lotti lo Zoo di Oakland, nella California settentrionale, dove fortunatamente non si sono registrati focolai di COVID-19. I veterinari del giardino zoologico hanno inoculato le prime dosi a grandi felini (tigri e leoni di montagna), orsi neri, orsi grizzly, pipistrelli della frutta (volpi volanti), maiali, scimmie e furetti. Questi ultimi, come tutti i mustelidi, sono considerati una specie particolarmente suscettibile all'infezione. Lo dimostrano i drammatici casi sviluppatisi negli allevamenti di pellicce di diversi Paesi. In Danimarca il virus è passato dagli allevatori ai visoni e dai visoni ad altri allevatori (fenomeno chiamato spillback), dando vita a un ceppo considerato più resistente agli anticorpi neutralizzanti. Per questa ragione le autorità locali hanno deciso di uccidere oltre 17 milioni di visoni ospitati in tutti gli allevamenti del Paese; soluzioni drastiche intraprese anche altrove.

Una tigre vaccinata. Credit: Oakland Zoo/Zoetis
Una tigre vaccinata. Credit: Oakland Zoo/Zoetis

“Finora abbiamo utilizzato barriere in determinati habitat per garantire il distanziamento sociale, insieme a DPI potenziati indossati dal personale per proteggere le nostre specie sensibili al COVID-19. Siamo felici e sollevati di essere ora in grado di proteggere meglio i nostri animali con questo vaccino e siamo molto grati a Zoetis non solo per averlo creato, ma per averlo donato a noi e a dozzine di altri zoo accreditati AZA negli Stati Uniti”, ha dichiarato in un comunicato stampa il dottor Alex Herman dello zoo californiano. “Zoetis ha una lunga storia di supporto ai veterinari degli zoo e agli animali a loro affidati. Siamo orgogliosi che il nostro lavoro di ricerca e sviluppo innovativo e le donazioni di vaccini possano aiutare i professionisti veterinari all'interno della comunità degli zoo a continuare a fornire un elevato standard di cura ai primati, ai grandi felini e a molte altre specie di cui si prendono cura e ridurre il rischio di COVID-19”, gli ha fatto eco il dottor Mike McFarland, tra i principali dirigenti medici veterinari di Zoetis.

Il vaccino anti Covid per animali si basa su proteine ricombinanti e differisce per il vettore o adiuvante utilizzato. “La combinazione unica di antigene (la proteina S o Spike del coronavirus NDR) e vettore garantisce sicurezza ed efficacia per le specie in cui viene utilizzato un vaccino”, specifica lo zoo di Oakland. Quello di Zoetis non è l'unico vaccino Covid per animali già sperimentato; in Russia, ad esempio, è stato autorizzato il vaccino “Karnivak-Kov”, sviluppato sia per proteggere gli animali domestici come cani e gatti che quelli di allevamento, per i quali ha mostrato un'efficacia del 100 percento. Sebbene in Occidente non sia (ancora) raccomandata la vaccinazione per gli animali domestici, la società di biotecnologie italiana Evvivax sta sperimentando un vaccino specifico per gatti che si basa sulla tecnologia dell’elettroporazione, la stessa del vaccino umano di Takis Biotech di Castel Romano (di cui Evvivax fa parte). Secondo uno studio dell'Università della California di Davis sono oltre 400 le specie di vertebrati suscettibili al coronavirus SARS-CoV-2, pertanto l'uso di vaccini in determinati contesti può risultare fondamentale non solo per proteggerli dall'infezione (soprattutto le specie a rischio), ma per evitare il rischio di panzoozia, ovvero la circolazione incontrollata del virus in ambiente naturale, dove può dar vita a varianti sempre più aggressive in grado di ripassare all'uomo.

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