A causa delle continue mutazioni che caratterizzano i virus dell'influenza ogni nuova stagione può essere differente dalle precedenti, per numero, tipologia e aggressività dei ceppi circolanti, sulle cui previsioni vengono messi a punto i vaccini trivalenti e quadrivalenti (con mesi di anticipo). In Italia l'epidemia influenzale 2018-2019 dovrebbe essere di intensità media, facendo finire sotto le coperte non meno di 5 milioni di connazionali. È quanto indicato dal virologo Fabrizio Pregliasco, docente presso il Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell'Università degli Studi di Milano. Ma quali sono le differenze tra i ceppi che circolano quest'anno e quelli passati?

Innanzitutto sottolineiamo che la stagione influenzale 2018-2019 è ufficialmente iniziata, non solo per l'avvio della campagna di vaccinazione, ma anche perché il 31 ottobre è stato pubblicato il primo rapporto di InfluNet, la rete italiana sulla sorveglianza dell'influenza coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) col supporto del ministero della Salute. Nella 43/esima settimana dell'anno corrente i medici di medicina generale (Mmg) e i pediatri di libera scelta (Pls) hanno registrato un'incidenza di 1,17 casi per ogni mille assistiti, per un totale stimato di circa 125mila italiani colpiti dall'infezione. Mancano ancora molti dati poiché si è proprio agli inizi della stagione, ma sul bollettino elaborato dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss l'attività dei virus influenzali è definita "a livelli base". È troppo presto per sapere come evolverà la situazione; come sempre, del resto, il picco di casi è atteso durante i mesi più freddi, e solo fra qualche settimana avremo un'idea più chiara dell'aggressività dei ceppi circolanti e delle loro differenze con i precedenti.

Quest'anno il maggior numero di infezioni è atteso da questi quattro ceppi: A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09; A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2); B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria) e B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata). I primi tre sono quelli coperti dal vaccino trivalente, mentre il quarto, quello responsabile di numerosissimi contagi durante la passata stagione, è coperto dal quadrivalente. Rispetto allo scorso anno ci sono due “novità”: la variante del ceppo AH3N2/Singapore che prende il posto del ceppo A/HongKong/4801/2014 e il B/Colorado che sostituisce il B/Brisbane/60/2008. Poiché la metà dei ceppi è stata già coperta dal vaccino dello scorso anno, si pensa che quest'anno l'influenza sarà meno aggressiva rispetto alla precedente stagione, che a causa dell'exlpoit dello Yamagata (preso “sotto gamba”) è risultata sensibilmente peggiore rispetto agli anni precedenti. Basti pensare che nei soli Stati Uniti l'influenza 2017-2018 ha ucciso circa 80mila persone, un numero così elevato non veniva registrato da 40 anni.

Lo spettro di una nuova “Spagnola” AH1N1 – la pandemia influenzale che nel 1918 uccise da 50 a 100 milioni di persone in tutto il mondo – aleggia per ogni nuova stagione, e non è un caso che si tratti dell'emergenza medica su scala globale più temuta dai sanitari. Al momento è sotto stretta sorveglianza il ceppo dell'influenza aviaria H7N9, che potrebbe essere la temuta “Malattia X” dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma fortunatamente ancora non c'è un pericolo concreto e imminente. La speranza è che si riesca a sviluppare un vaccino universale contro l'influenza prima che possa manifestarsi una catastrofe del genere, e un aiuto, curiosamente, potrebbe arrivare dai lama.