La NASA ha annunciato che entro entro dieci anni porterà un nuovo equipaggio sulla Luna (2026), costruirà una stazione orbitale permanente – la Moon Getaway – attorno al satellite e getterà le basi per i voli interplanetari, in particolar modo a quelli per le pionieristiche missioni verso Marte. A tracciare l'ambiziosa ‘road map' del rinvigorito piano di esplorazione spaziale della NASA il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, che è anche a capo del Consiglio Nazionale dello Spazio. Il numero due della Casa Bianca ha tenuto una conferenza nel celebre Johnson Space Center della NASA di Houston, e rivolgendosi a tecnici, ingegneri e ricercatori del più potente e famoso ente aerospaziale al mondo ha detto: “noi torneremo sulla Luna, prima di puntare verso Marte”.

Il programma della (ri)conquista della Luna dopo le celebri missioni Apollo – l'ultima fu l'Apollo 17 nel dicembre 1972, guidata dal compianto Eugene Cernan – è stato esposto nel dettaglio e prevede diverse tappe, dato che sono ancora in sviluppo strumenti e mezzi che consentiranno i nuovi allunaggi. Tutto ruota attorno al nuovo razzo lanciatore Space Launch System (SLS), il più potente mai creato e realizzato sulle ‘ceneri' dei vettori che portavano gli Space Shuttle in orbita, un programma abbandonato nel 2011 anche a seguito del disastro del Columbia avvenuto nel 2003. L'SLS dovrebbe compiere il volo inaugurale entro il 2020 senza equipaggio; in seguito verranno installate le capsule ORION che permetteranno il trasporto degli astronauti nell'orbita lunare (e oltre). Proprio attorno al satellite è prevista la costruzione di una stazione orbitale permanente alla quale saranno agganciati lander in grado di fare la spola da e per la superficie della Luna, utili per il trasporto di materiale e personale. I primi uomini a tornare sulla Luna dopo le missioni Apollo dovrebbero lasciare le proprie impronte sulla regolite nel 2026, lo stesso anno in cui sarà operativa la Moon Getaway.

Tornare sulla Luna permetterà non solo di studiare il nostro satellite con missioni dedicate, ma anche di gettare le basi per la realizzazione di una potenziale colonia umana. Da tempo sono sotto esame enormi tunnel sotterranei scavati dalla lava dove potrebbero essere costruite intere città. Del resto l'acqua non sembra essere un problema irrisolvibile, dato che la Luna ne è ricca, anche se non in forma liquida (dovrà essere studiato un metodo di estrazione).

Una volta conquistata la Luna, essa si trasformerà in un vero e proprio trampolino di lancio verso Marte, l'obiettivo più ambizioso messo nel mirino non solo dalla NASA, ma anche da società aerospaziali private come SpaceX. Elon Musk ha annunciato che porterà i primi uomini sul Pianeta Rosso nel 2024, ma stando alle tempistiche della NASA è molto più probabile che dovremo attendere il decennio successivo. Nell'attesa della pionieristica conquista di Marte potremo ascoltare i file audio ‘dimenticati' della storica missione Apollo 11 che ha portato il primo uomo sulla Luna, 19mila ore di conversazioni recentemente pubblicate dalla NASA.

[Credit: NASA]