Elon Musk ha dichiarato che SpaceX porterà il primo uomo su Marte nel 2024 e che ancor prima sfrutterà i suoi razzi per viaggi sulla Terra a velocità astronomiche (Londra-New York in 29 minuti) al costo di una tratta transoceanica. Il lungimirante – ed estremamente ottimista – fondatore della compagnia spaziale privata, oltre che di Tesla e altre aziende del settore hi-tech, lo ha sottolineato durante un'appassionata conferenza tenutasi all’International Astronautical Congress (IAC 2017) di Adelaide, in Australia, lo stesso palcoscenico in cui Stati Uniti e Russia hanno annunciato un accordo preliminare per la costruzione di una stazione spaziale orbitante attorno alla Luna, la Deep Space Gateway.

Anche il nostro satellite naturale è nel mirino del magnate sudafricano naturalizzato americano, del resto i rapporti tra SpaceX e NASA vanno a gonfie vele e l'idea è proprio quella di creare una base lunare, tuttavia l'interesse dei presenti alla conferenza – e non – era tutto per gli altri due progetti. Sono stati mostrati con slide e video con i quali l'imprenditore ha elencato i vari passaggi che porteranno alla loro realizzazione, sebbene sia stata affrontata la sola fattibilità tecnologica, senza riferimenti a delicati temi relativi alla sicurezza.

Il nodo centrale è l'utilizzo di un unico razzo e di un'unica navetta capaci di far tutto. Per quanto concerne il primo, il progetto è già pronto è ha un nome in codice che è tutto un programma: Big Fucking Rocket, BFR o ‘Razzo Fottutamente Grande'. Si tratta del resto di un ‘mostro' di 122 metri con 31 motori Raptor e la capacità di trasportare 5mila tonnellate di materiale. Dovrà sostituire sia i Falcon-9 che il Falcon Heavy, che tuttavia ancora non ha esordito (doveva essere pronto nel 2013). Il BFR, nelle intenzioni di Musk, sarà il razzo che trasporterà il primo equipaggio umano su Marte nel 2024 (nel 2022 farebbe il primo test senza esseri umani) e che permetterà anche di spostarsi da Londra a New York o a Dubai in meno di mezz'ora. Sì, ma come?

Per i viaggi terrestri andrebbero innanzitutto costruite particolari infrastrutture in mezzo al mare, che i passeggeri, dopo essersi imbarcati su un traghetto, sfrutterebbero per salire sull'astronave da 200 posti collegata al BFR. Il razzo la sgancerebbe in orbita, e da lì, a una velocità di 27mila chilometri orari attorno alla Terra, dopo essere rientrata nell'atmosfera raggiungerebbe un'altra struttura analoga a quella di partenza. Il prezzo del biglietto, stima Musk, sarà analogo a quello di un'attuale tratta transoceanica quando l'intero settore avrà ingranato.

Per quanto concerne Marte, invece, il BFR trasporterebbe prima l'astronave in orbita (senza carburante) e dopo essere rientrato sulla Terra – nello stile del Falcon-9 – caricherebbe il serbatoio da agganciare con un secondo volo. Le due componenti sarebbero infatti troppo pesanti da far sollevare con un unico viaggio. In base alla distanza del pianeta dalla Terra, che varia a causa dei moti attorno al Sole, il viaggio potrà richiedere dai tre ai sei mesi. Una volta giunto sul Pianeta rosso il primo equipaggio inizierebbe a gettare le basi della prima colonia. L'idea è che i pionieri possano essere raggiunti rapidamente da altri coloni e altro materiale, per costruire almeno cinque basi di lancio e avere così un collegamento costante tra Terra e Marte. Per il viaggio di ritorno non è nemmeno necessario il BFR, poiché la gravità di Marte è tre volte inferiore a quella della Terra, inoltre le risorse del pianeta possono essere sfruttare per creare il carburante in loco.

Tutto molto affascinante, ma Musk, i cui progetti hanno sempre subito un certo ritardo prima di diventare operativi, non si è soffermato su problemi di sicurezza fondamentali; ad esempio quelli delle radiazioni, che in base a una recente ricerca sarebbero molto più pericolose di quanto stimato in precedenza. Senza dimenticare che la NASA, che ha una certa esperienza nel campo, ha sempre indicato il 2030/2035 come data di riferimento utile per arrivare su Marte. Del resto sta ancora sperimentando la tuta per gli astronauti e non ha ancora deciso quale sistema propulsivo adottare per ‘ammartare'. Ma Musk è un sognatore e con SpaceX ha già raggiunto traguardi storici, come il recupero delle componenti più costose dei razzi lanciatori. L'obiettivo è ambizioso e complesso, ma non impossibile da raggiungere.

[Credit: SpaceX]