M42, la Nebulosa di Orione. Credit: Andrea Centini
in foto: M42, la Nebulosa di Orione. Credit: Andrea Centini

Grazie al maggior numero di ore buie, i mesi “freddi” dell'anno risultano molto favorevoli per godere degli spettacoli astronomici, in particolar modo quello di dicembre in cui si verifica il solstizio di inverno, atteso per domenica 22. L'evento più affascinante delle prossime settimane sarà indubbiamente il passaggio della "prima cometa di Natale interstellare" 2I/Borisov, il secondo oggetto proveniente dallo spazio profondo mai individuato nel Sistema solare; negli ultimi dieci giorni del mese, quando raggiungerà la minima distanza dalla Terra, la cometa aliena sarà visibile anche con un buon telescopio amatoriale. Tra gli altri spettacoli da non perdere segnaliamo la Luna Piena Fredda, il picco massimo dello sciame meteorico delle Geminidi, le quattro congiunzioni astrali previste e il ritorno della meravigliosa costellazione di Orione nel cielo serale. Ecco tutto quello che c'è da sapere per non perdersi nulla.

Solstizio d'inverno

Il solstizio d'inverno, il momento che determina il passaggio astronomico e ufficiale dall'autunno alla stagione invernale, nel 2019 è atteso per domenica 22 dicembre alle 05:19 del mattino. Si tratterà del giorno più corto dell'intero anno, ovvero quello col maggior numero di ore buie, a dispetto della tradizione popolare che indica nel giorno di Santa Lucia (il 13 dicembre) tale proprietà.

La Luna Piena Fredda

Alle 06:12 di giovedì 12 dicembre il cielo sarà impreziosito dalla spettacolare Luna Piena Fredda, così chiamata sulla base del tradizionale calendario lunare dei nativi americani algonchini. Il nome è ovviamente legato alle basse temperature che caratterizzano questo mese. Potremo scorgerla tra Ovest e Nord Ovest molto bassa sull'orizzonte; il suo tramonto è infatti atteso attorno alle 07:30 ora di Roma. Il disco lunare ai nostri occhi apparirà comunque pieno anche la sera del giorno precedente e tutta la notte, oltre che la sera del 12 quando sorgerà nuovamente a Est.

Congiunzioni astrali

A dicembre sono attese quattro congiunzioni astrali, ovvero l'incontro “ravvicinato” (solo apparente sulla volta celeste e legato alla prospettiva) di due o più oggetti. Ad aprire le danze saranno il “Signore degli Anelli” Saturno e il “Pianeta dell'Amore” Venere, che duetteranno nel cielo sudoccidentale attorno al tramonto di mercoledì 11, incastonati nella costellazione del Sagittario. Lunedì 23 inizierà un trittico con protagonista la Luna, che accompagnerà prima Marte, poi Saturno e infine Venere. La prima delle tre congiunzioni astrali si verificherà all'alba, nel cielo sudorientale, con la sottilissima falce di Luna calante (la Luna Nuova è attesa per alle 06:13 del 26) in compagnia del Pianeta Rosso nel cuore della costellazione della Bilancia. Venerdì 27 dicembre duetteranno attorno al tramonto un falcetto di Luna crescente – praticamente invisibile – e Saturno a Sud Ovest; i due oggetti saranno piuttosto bassi sull'orizzonte e dunque difficili da osservare. La quarta e ultima congiunzione astrale del mese (e dell'anno) è attesa per domenica 29, quando la sera la Luna e Venere daranno spettacolo nel cuore della costellazione del Capricorno.

I pianeti

Dopo lo spettacolare transito dell'11 novembre, purtroppo reso molto difficile da scorgere a causa del maltempo, Mercurio continua a offrire buone finestre di osservabilità all'alba nella prima parte del mese. Venere ha riconquistato la visibilità al tramonto e col passare dei giorni sarà sempre più presente nel cielo; offrirà il meglio di sé durante le congiunzioni astrali, in particolar modo in quella dell'11 con Saturno. Marte, dopo aver impreziosito il cielo serale e notturno durante l'estate assieme ai giganti gassosi, in questo periodo dell'anno è visibile all'alba. Giove, dopo alcune timidissime “apparizioni” all'inizio del mese, al tramonto e quasi sulla linea dell'orizzonte, diventerà ben presto inosservabile, come dimostra la sua assenza dalle congiunzioni astrali. Saturno avrà un destino molto simile nelle prossime settimane; durante il mese sarà tuttavia ancora possibile scorgerlo, molto basso sull'orizzonte. Urano sarà ben visibile nella prima parte della notte, così come Nettuno, anche se quest'ultimo sarà più basso: per vederlo è obbligatorio l'uso del telescopio.

Le meteore di dicembre

Come indicato dall'Unione Astrofili Italiani (UAI), il picco massimo delle sigma Hydridi atteso per venerdì 6 dicembre potrebbe regalare un bello spettacolo di scie luminose nel cielo, così come quello delle Monocerontidi atteso per domenica 8. Si tratta tuttavia di correnti minori. Le stelle cadenti più attese del mese sono sicuramente le Geminidi, il cui picco massimo è previsto nella notte tra il 13 e il 14; purtroppo si verificherà subito dopo il plenilunio, dunque l'evento sarà fortemente disturbato dalla luminosità del disco lunare calante, quasi pieno. La Luna, del resto, quella notte si troverà proprio nel cuore della costellazione dei Gemelli, la regione della volta celeste dalla quale sembrano irradiarsi le meteore. Tra le correnti minori segnalate dalla UAI ci sono anche le Lincidi e le Ursidi, che potrebbero offrire qualche bella fiammata nelle notti del 21 e del 22 dicembre.

Comete

Come indicato, lo spettacolo astronomico più atteso del mese è il passaggio ravvicinato della cometa aliena 2I/Borisov, scoperta lo scorso 30 agosto dall'astronomo amatore Jennady Borisov con un telescopio costruito con le sue stesse mani. L'oggetto interstellare si troverà al perielio (massima vicinanza al Sole) il prossimo 8 dicembre, mentre toccherà il perigeo (minima distanza dalla Terra) domenica 22. Proprio il 22 si troverà apparentemente vicino alla galassia NGC3923. Col passare dei giorni la cometa sarà sempre più visibile nel cuore della notte, a patto di disporre di un telescopio con uno specchio sufficientemente luminoso (sarà inosservabile a occhio nudo). Grazie all'eccezionalità dell'evento, tuttavia, la cometa sarà sicuramente messa nel mirino da numerosi osservatori sparsi per tutto il Paese; potrebbe essere una buona occasione per visitarne uno durante le festività natalizie. Non a caso 2I/Borisov è stata già soprannominata la “prima cometa di Natale interstellare”. L'oggetto sarà visibile nei pressi della costellazione dell'Idra e del Cratere, nel cielo meridionale. Un'altra cometa che regalerà spettacolo sarà C/2017 T2 PanSTARRS, che il 29 dicembre raggiungerà la minima distanza dalla Terra. Sarà osservabile tutta la notte nel cuore della costellazione della Giraffa, come specificato dalla UAI.

Oggetti del profondo cielo

La splendida costellazione di Orione, che a dicembre torna in tutto il suo splendore nel cielo serale, porta in dote alcuni degli oggetti più belli del profondo cielo, come M42 (l'omonima Nebulosa di Orione) e la Nebulosa Testa di Cavallo. Da ammirare – e magari immortalare con la fotografia a lunga posa – anche la Nebulosa Rosetta, l'ammasso doppio in Perseo, la Nebulosa Elica, la Galassia di Andromeda, le Pleiadi e i tre ammassi aperti nel cuore dell'Auriga, M36, M37 ed M38.