Il secondo visitatore interstellare intercettato nel Sistema solare è una cometa aliena, come ipotizzato sin dalla sua scoperta avvenuta il 30 agosto scorso. Lo ha confermato l'Unione Astronomica Internazionale (UAI) dando anche un nome ufficiale all'oggetto proveniente dalla spazio profondo, ovvero 2I/Borisov, al posto di C/2019 Q4 (Borisov) proposto inizialmente come denominazione provvisoria.

La parte iniziale “2I” si riferisce al fatto che si tratta del secondo oggetto interstellare mai scoperto e classificato nel Sistema solare. Il primo è stato il famigerato asteroide a forma di sigaro Oumuamua, formalmente 1I/'Oumuamua, il “messaggero venuto da lontano”, scoperto il 18 ottobre del 2017 grazie all'osservatorio Pan-STARRS alle Hawaii, che all'inizio si ipotizzò potesse essere persino un'astronave aliena. Il nome Borisov è invece riferito allo scopritore della cometa interstellare, l'ingegnere (e astronomo amatore) Gennadiy Borisov, che l'ha intercettata con un telescopio costruito personalmente dall'osservatorio MARGO, in Crimea. Borisov è così appassionato di astronomia che ha scoperto tutto da solo sette comete e un numero imprecisato di NEO, oggetti vicini alla Terra. La cometa aliena è indubbiamente il suo risultato più notevole.

In base ai dati preliminari raccolti dagli scienziati, è stato determinato che l'orbita di 2I/Borisov è fortemente iperbolica e l'oggetto sta viaggiando verso il Sole a una velocità di 150mila chilometri al secondo. Il perielio, cioè la massima vicinanza alla nostra stella, verrà raggiunto l'8 dicembre, quando la cometa aliena si troverà a una distanza di 300 milioni di chilometri. Si stima che l'oggetto abbia un diametro compreso tra i 2 e i 12 chilometri, e dalle primissime immagini raccolte dagli scienziati – come quella ottenuta dal Telescopio Gemini North dell'Osservatorio Gemini alle isole Hawaii – è possibile ammirare anche una piccola coda, che mostra la perdita di gas e polveri a causa del riscaldamento del Sole.

Al momento l'oggetto non è ancora ben visibile, ma lo diventerà avvicinandosi al Sole e cambiando posizione sulla volta celeste; sulla base dei calcoli degli scienziati sarà possibile osservarlo e studiarlo per almeno un anno intero. Non è ancora chiaro se potrà essere ammirato con un telescopio amatoriale. Secondo alcuni studiosi, circa un milione di anni fa 2I/Borisov si trovò vicino alla stella binaria Kruger 60 (sita a 13 anni luce dalla Terra) a una distanza relativamente contenuta e viaggiava a una velocità molto inferiore rispetto a quella attuale; potrebbe dunque essere quello il luogo di origine, ma si tratta solo di supposizioni. Ciò che è certo è che presto potremo studiare da “vicino” un incredibile oggetto proveniente dalla spazio profondo, che ci permetterà di capire se le comete aliene sono come quelle del Sistema solare.