Un medico del Boston Medical Center, il dottor Hossein Sadrzadeh, ha sviluppato una grave reazione allergica alcuni minuti dopo la somministrazione del vaccino anti COVIDmRNA-1273”, messo a punto dai ricercatori dell'azienda biotecnologica Moderna Inc. e del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Si tratta del primo caso verificatosi al di fuori degli studi clinici che ha visto il coinvolgimento della preparazione di Moderna-NIAID; fino ad oggi, infatti, erano noti solo sei casi di reazioni allergiche severe negli Stati Uniti e alcuni altri nel Regno Unito, tutti legati al vaccino “BNT162b2” sviluppato dalla casa farmaceutica Pfizer in collaborazione con la società biotecnologica tedesca BioNTech. Al momento il vaccino contro il coronavirus SARS-CoV-2 di Moderna è stato autorizzato solo dalla Food and Drug Administration (FDA) americana, ma presto dovrebbe arrivare l'approvazione per l'uso d'emergenza anche da parte dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

La spiacevole esperienza del dottor Sadrzadeh, raccontata dal New York Times, potrebbe essere legata alla sua forte allergia ai crostacei, che gli provoca reazioni anafilattiche analoghe a quella sperimentata dopo la somministrazione del vaccino. Sapendo di avere una predisposizione, il medico, uno specialista di patologie oncologiche geriatriche, aveva con sé la sua EpiPen personale, pronta all'uso nel caso in cui avesse sviluppato una reazione. Dopo l'iniezione, sentendo di andare incontro a uno shock anafilattico, ha chiesto immediatamente il permesso ai colleghi di auto-somministrarsi il farmaco. Il medico ha dichiarato di aver sviluppato una forte tachicardia con battiti arrivati a 150 al minuto (il doppio della sua frequenza normale), ha iniziato a sudare freddo e a sentirsi stordito e intorpidito, la sua lingua ha iniziato a formicolare divenendo insensibile e ha sperimentato un crollo della pressione sanguigna. Dopo l'auto-somministrazione con la EpiPen è stato portato immediatamente al pronto soccorso su una barella, dove i colleghi lo hanno trattato con altri farmaci tra i quali steroidi e Benadryl, al fine di contrastare la reazione immunitaria esagerata agli eccipienti del vaccino anti COVID. Nel referto si legge che il paziente è stato portato al pronto soccorso per “mancanza di respiro, vertigini, palpitazioni e intorpidimento dopo aver ricevuto il vaccino Covid-19”. Il medico, che ha dichiarato di provare la medesima reazione con il consumo di crostacei, si è ripreso nel corso della notte e il giorno successivo è pienamente uscito dalla “ribellione” del suo sistema immunitario.

Secondo gli esperti a causare la maggiore reattogenicità dei vaccini anti COVID di Pfizer e Moderna (entrambi preparazioni a mRNA), vi sarebbero le nanoparticelle lipidiche all'interno delle quali è presente l'informazione genetica necessaria per far sviluppare immunità contro la proteina S o Spike del coronavirus SARS-CoV-2. Come specificato in un articolo sulla prestigiosa rivista Science, reazioni allergiche severe sono state registrate in animali con le sole nanoparticelle, senza RNA messaggero caricato, pertanto si ritiene che siano proprio queste le “responsabili”. Come specificato al New York Times dal professor Merin Kuruvilla, allergologo e immunologo presso l'Università Emory, al momento negli Stati Uniti sono state somministrate oltre 1,1 milioni di dosi di vaccini anti COVID, e le reazioni allergiche come quella capitata al dottor Sadrzadeh sono estremamente rare. Pertanto non dovrebbero assolutamente scoraggiare le persone dal vaccinarsi. A maggior ragione se si ritiene che il medico era già fortemente allergico ai crostacei e che i CDC hanno dichiarato che i due vaccini potrebbero "non essere appropriati" per chi ha una storia di reazioni anafilattiche, in particolar modo per i medicinali e gli eccipienti contenuti nei vaccini.

Ricordiamo che la somministrazione dei vaccini viene effettuata da personale esperto che è pronto a intervenire con farmaci ad hoc – come nel caso del dottor Sadrzadeh e di una collega del Bartlett Regional Hospital, in Alaska – nel caso in cui si dovesse sviluppare una reazione allergica. Per questa ragione le persone vengono monitorare per una mezzora dopo le iniezioni.