Come ogni anno a partire dal 2009, l'8 giugno si celebra la World Oceans Day, la Giornata Mondiale degli Oceani, una data simbolica istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della tutela del più grande e fondamentale ecosistema del nostro pianeta. Il tema centrale del 2018 è dedicato all'inquinamento, veicolato dall'ONU con un motto semplice e diretto: “Clean our ocean!”, ovvero “Pulisci il nostro oceano”.

Ma pulirlo da cosa? Principalmente dalla plastica, considerata una delle principali minacce alla salute dell'intero globo terracqueo. Ma anche alla nostra, dato che abbiamo iniziato a respirarne e a ingerirne in grandi quantità attraverso le microplastiche, contenute nella polvere, nell'acqua e nel cibo che mangiamo. Non è un caso che questo materiale sia finito anche al centro della recentissima Giornata Mondiale dell'Ambiente, svoltasi martedì 5 giugno.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel messaggio rilasciato in occasione delle celebrazioni dell'8 giugno sottolinea quanto sia diventata grave la situazione per gli ecosistemi marini. “Se non cambiamo rotta, negli oceani potrebbe presto esserci più plastica che pesci. Dobbiamo lavorare individualmente e collettivamente per fermare questa tragedia evitabile e ridurre in modo significativo l'inquinamento marino”. “L'80% dell'inquinamento marino proviene dalla terra – ha aggiunto Guterres – compresi otto milioni di tonnellate di rifiuti di plastica che ogni anno finiscono in mare”. “La plastica soffoca corsi d'acqua, danneggia le comunità che dipendono dalla pesca e dal turismo, uccide tartarughe e uccelli, balene e delfini, si fa strada nelle zone più remote del pianeta e lungo tutta la catena alimentare”, ha concluso il segretario generale dell'ONU.

Si tratta dunque di un vero e proprio dramma, che fortunatamente ha iniziato a spingere istituzioni, organizzazioni senza scopo di lucro, aziende e cittadini privati ad affrontare seriamente il problema. La Commissione europea, ad esempio, ha deciso di vietare una serie di oggetti di plastica come posate, piatti, cotton fioc, cannucce, agitatori per bevande e bastoncini per i palloncini. Proprio i palloncini sono al centro della campagna “Ballons Blow, Don't Let Them Go”, volta a bandirli poiché uccidono migliaia di animali. In tutto il mondo diversi comuni hanno iniziato ad applicare il divieto di venderli e comprarli. Virtuosi anche i progetti per sostituire le bottiglie di plastica, come la Choose Water che si biodegrada in tre settimane.

Per celebrare la Giornata Mondiale degli Oceani 2018 sono previste diverse iniziative lungo tutto lo Stivale. A Montegrotto Terme, ad esempio, da alcuni giorni si può nuotare in una piscina stracolma di rifiuti plastici; imita l'ambiente che debbono sopportare numerose specie marine per colpa nostra. Lungo la costa ravennate sono previste passeggiate con i ricercatori che si soffermeranno sul tema della pesca sostenibile, mentre al Biodiversitario Marino – BioMa e al nuovo museo immersivo dell'Area protetta di Miramare si terranno incontri e laboratori su biodiversità e impatto dell'inquinamento. Numerosissimi gli eventi dedicati alla pulizia del mare, come quelli organizzati per le coste pugliesi e per la laguna e i canali di Venezia, iniziative che abbracciano in pieno lo spirito della Giornata Mondiale degli Oceani di quest'anno.

Tutti quanti possiamo fare qualcosa per proteggere i nostri oceani, ha dichiarato il segretario generale dell'ONU, bastano azioni semplici come “usare bottiglie d'acqua e borse della spesa riutilizzabili, riciclare la plastica e fare volontariato per pulire le aree locali dai rifiuti”. Così si potrà evitare anche la morte atroce di moltissimi animali marini, come questa balena pilota, questo capodoglio e questo zifio, uccisi da decine di chilogrammi di plastica finita nel loro stomaco, perché scambiata per prede.