In occasione della conferenza International Space Station Research and Development, tenutasi il 19 luglio a Washington D.C., il magnate sudafricano naturalizzato americano Elon Musk ha espresso perplessità in merito al volo inaugurale del Falcon Heavy, il razzo lanciatore “top di gamma” della sua società Space Exploration Technologies Corporation, meglio nota come SpaceX. Musk, che solo alcune settimane addietro, su Twitter, aveva mostrato entusiasmo e ottimismo per i preparativi del primo, storico lancio, ha infatti sottolineato che lo sviluppo del propulsore ausiliario alimentato da 27 motori è stato “molto più problematico di quanto la squadra avesse pensato inizialmente”.

Le difficoltà scaturiscono proprio dal progetto del Falcon Heavy (inizialmente conosciuto col nome di Falcon-9 Heavy), che non è un vero e proprio razzo ex novo, ma rappresenta una sorta di “somma” di tre normali Falcon 9, divenuti ormai celebri per le possibilità di recupero e riutilizzo del primo stadio. I 27 motori Merlin si spiegano proprio dal fatto che i singoli Falcon 9 ne possiedono 9, come suggerisce il nome. Questa triplice combinazione produce vibrazioni in tutta la struttura, e per questa ragione, quando verrà testato per il volo inaugurale, previsto nei prossimi mesi, Musk indica che molto probabilmente non verrà mandato in orbita come previsto, richiedendo dunque test aggiunti.

Il Falcon Heavy, così chiamato perché può portare fino a ben 54.400 chilogrammi di carico, resta comunque un vettore chiave per SpaceX, dato che è pensato anche per il trasporto di uomini. L'obiettivo principe infatti non è quello di continuare a piazzare satelliti in orbita, ma quello di portare turisti nello spazio (inizialmente in orbita attorno alla Luna), sino giungere all'ambito Marte. Entro il 2020 un Falcon Heavy senza equipaggio dovrebbe essere spedito proprio attorno al Pianeta Rosso.

Musk, che non ha comunque perso il proprio ottimismo, suggerisce che per catalizzare l'interesse del pubblico verso l'esplorazione spaziale sia necessario realizzare una base sulla Luna con relativa colonia, un progetto che “bolle in pentola” anche negli uffici delle Agenzie spaziali governative (NASA ed ESA su tutte), ma che interessa diverse compagnie private che operano nel settore. La NASA ha recentemente ammesso che non è più sicura di riuscire a mandare un proprio equipaggio su Marte entro il 2030, ma è indubbio che il settore dell'esplorazione spaziale sia in grande fermento.

[Immagine di SpaceX]