Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Far sbarcare il primo uomo sulla Luna è stato un traguardo storico estremamente complicato da raggiungere, che ha avuto costi esorbitanti sia in termini economici che di vite umane. I fallimenti furono molteplici, ma negli anni '60 del secolo scorso la conquista del satellite era al centro della lotta per la supremazia mondiale tra Stati Uniti ed ex Unione Sovietica, e nulla avrebbe fermato gli americani dal perseguire il proprio obiettivo. La NASA non arrestò il programma – fortemente voluto dal Presidente Kennedy – nemmeno innanzi a incidenti drammatici come quello dell'Apollo 1, nel quale morirono tre astronauti. Naturalmente ci furono ritardi e sostanziali modifiche nelle procedure di sicurezza, ma la strada era tracciata. Ecco un elenco dei fallimenti più celebri avvenuti prima e dopo l'Apollo 11.

Apollo 1

La prima missione del programma Apollo, quello destinato a portare l'uomo sulla Luna, è legata a uno degli incidenti più drammatici che ha visto coinvolti degli astronauti. Come indicato, persero la vita in tre: il comandante Virgil Grissom e i piloti Edward White e Roger Chaffee. Gli uomini erano impegnati in un'esercitazione a bordo della navetta Apollo/Saturn 204 (AS-204), pronta sulla piattaforma Launch Complex 34 della Cape Kennedy Air Force Station di Cape Canaveral. L'obiettivo era portare per la prima volta in orbita attorno alla Terra il Modulo di Comando e di Servizio (CSM) lanciato da un razzo vettore IB. Una scintilla su uno dei cavi diede origine a un devastante incendio che non lasciò scampo all'equipaggio, letteralmente intrappolato nella cabina. Il portello, infatti, poteva essere aperto dall'interno solo con la capsula non pressurizzata; era un sistema di sicurezza  per lo spazio che li condannò a una morte orribile sulla Terra. In tutte le successive navette della missione Apollo fu predisposto un sistema di emergenza per far esplodere il portello in caso di emergenza.

L’equipaggio originale dell’Apollo 13, Mattingly, al centro,  fu sostituito da Swigert prima della partenza. Credit: NASA
in foto: L’equipaggio originale dell’Apollo 13, Mattingly, al centro,  fu sostituito da Swigert prima della partenza. Credit: NASA

Apollo 13

Benché la Luna fosse già stata conquistata dalla missione Apollo 11, la NASA continuò a mandare astronauti sul satellite per condurre esperimenti e prelevare campioni. Ad esempio, il famoso rover lunare o LRV (acronimo di Lunar Rover Vehicle) in grado di trasportare rocce lunari ed astronauti fu inviato solo con l'Apollo 15. Tra tutte le missioni fallite per conquistare la Luna, l'Apollo 13 è probabilmente la più famosa di tutte, anche più dell'Apollo 1. A renderla particolarmente celebre lo spettacolare blockbuster hollywoodiano "Apollo 13" con Tom Hanks, nei panni dell'astronauta e comandante della missione Jim Lovell. Quando il centro di comando di Houston chiese agli astronauti di effettuare un intervento per miscelare l'ossigeno, ci fu l'esplosione di uno dei serbatoi che danneggiò il modulo di servizio. Fu il momento della celeberrima frase: “Houston, abbiamo avuto un problema qui”. Da quel momento la missione lunare diventò una missione di salvataggio; l'obiettivo era infatti quello di riportare sani e salvi sulla Terra Lovell e i due colleghi Jack Swigert (sostituto di Ken Mattingly) e Fred Haise. Gli astronauti e gli ingegneri al centro di comando si industriarono per garantire la sopravvivenza dei tre, costretti a trasferirsi sul modulo lunare per resistere fino al rientro sulla Terra. L'intera vicenda fu seguita in diretta televisiva per giorni, fino al lieto fine che tutti conoscono. Anche se la rocambolesca missione fallì, si trattò in realtà di un grande successo per la NASA.

Altre missioni fallite e cancellate

Apollo 1 e Apollo 13 sono indubbiamente le missioni fallite del programma lunare più famose, ma in realtà ce ne furono moltissime altre, a partire dal 17 agosto 1958, quando la NASA provò a inviare la sonda Pioneer 0 (o Able 1) attorno alla Luna. Fu il primo tentativo di mandare un oggetto in un'orbita differente da quella terrestre. Era equipaggiata con una videocamera e avrebbe dovuto inviare immagini del satellite, ma si disintegrò circa un minuto dopo il lancio, a causa dell'esplosione del primo stadio. Fu il primo di una lunga serie di fallimenti. Del resto fallirono anche Pioneer 1, 2, 3 e solo la 4 ebbe un successo parziale. La prima missione a compiere un flyby lunare fu Luna 1 dei sovietici il 2 gennaio 1959, anche se si persero i contatti con la sonda 62 ore dopo il lancio. Anche Luna 1 fu preceduta da diversi fallimenti. Mentre le missioni Pioneer della NASA continuavano ad andar male, i sovietici riuscirono a ottenere la prima foto della faccia nascosta della Luna con Luna 3 il 6 ottobre 1959. Tutte le successive missioni fino al 1964 fallirono miseramente, tra schianti dei lander, esplosioni in volo e perdita di contatto con le sonde. La serie di fallimenti fu interrotta il 28 luglio 1964, quando la sonda statunitense Ranger 7 riuscì a ottenere la prima immagine ravvicinata (close-up) del nostro satellite. Il primo allunaggio di una sonda russa avvenne il 3 febbraio 1966 con Luna 9, mentre gli statunitensi raggiunsero lo stesso traguardo solo 3 anni più tardi, il 2 giugno 1966 con Surveyor 1. Le prime forme di vita inviate a sorvolare la Luna furono due tartarughe delle steppe, in seno alla missione sovietica Zond 5, mentre i primi umani a compiere un flyby furono gli astronauti dell'Apollo 8, il 24 dicembre 1968. Dopo l'Apollo 11 ci furono ulteriori fallimenti, in particolar modo legati al trasporto di campioni lunari sulla Terra negli anni '70. L'ultima missione lunare di quell'epoca fu Luna 18 dei sovietici, nel 1971. Tutte le successive, fino al 1976, furono un successo. La NASA per questioni finanziarie cancellò le ultime missioni Apollo, ovvero Apollo 18, 19 e 20. Curiosamente, l'ultima missione lunare fallita è dei giorni nostri, quando il lander israeliano Beresheet – la prima sonda privata lanciata verso la Luna – si è schiantato la sera dell'11 aprile 2019.