Il Pianeta Terra sta soffrendo e noi, per quanto meno di alcune specie animali ed interi ecosistemi, stiamo soffrendo con lui. Ma cosa distingue noi da tutto il resto del mondo? La vera differenza tra l'essere umano e gli altri esseri viventi è che questi ultimi sono vittime dei primi. Sì perché se la Terra in cui viviamo oggi non se la passa bene è solo e unicamente a causa nostra. Il nostro impatto è stato talmente devastante, incontrollabile e squilibrato da portare a definire la nostra specie un vero e proprio cancro per il Pianeta e la causa della sesta estinzione di massa. È davvero così?

Affrontiamo la questione da un punto di vista scientifico.

Che cos'è un cancro?

Il cancro è un tumore maligno che prolifera in vari organi del corpo e questo processo si chiama metastatizzazione. La definizione può non sembrare esaustiva, ma andiamo avanti.

Ma come si forma un cancro?

In un organismo vivente sano esiste un equilibrio tra la vita e la morte, chiamato omeostasi cellulare, questo significa che le cellule si sviluppano, “vivono” facendo ciò per cui sono nate e muoiono. In alcuni casi però, alcune cellule ‘impazziscono' cioè perdono alcune caratteristiche per acquisirne di nuove e iniziano a replicarsi oltre il normale: l'organismo è quindi squilibrato perché i geni ‘controllori' che dovrebbero tenere sotto controllo queste situazioni non intervengono.

Quindi cosa succede? Le cellule si dividono e moltiplicano come non dovrebbero e sostituiscono quelle sane che non riescono a tenere il passo di quelle malate: si forma così il tumore.

Il tumore può essere benigno: le cellule proliferano, ma limitatamente nell'organo in cui sono ‘impazzite.
Oppure può essere maligno: le cellule proliferano, escono dall'organo in cui si sono moltiplicate e vanno a compromettere anche altri organi, parliamo così di cancro, che possono dare origine alle metastasi.

Come si contrasta un cancro?

Il trattamento più conosciuto è quello della chemioterapia che interviene sui meccanismi di replicazione delle cellule che vengono uccise prima di far danni.

Insomma, il cancro è una malattia che nasce da una mutazione incontrollata di qualcosa che è dentro l'organismo e che ne rompe il naturale equilibrio. L'individuo ne subisce i danni, rischiando addirittura la morte. Ma non è tutto. La forza della cancro è data dal fatto che più riesce a moltiplicarsi, più cresce, mentre però fa danni: il cancro infatti muore nel momento in cui l'individuo stesso muore.

Ora, se noi volessimo considerare questa spiegazione un'opera teatrale e volessimo ambientarla sul Pianeta Terra, come si tradurrebbe?

L'organismo che vive in equilibrio è il Pianeta Terra in cui tutti gli esseri viventi possono godere dei piaceri della vita. La cellula che ‘impazzisce' e rompe gli schemi di questo equilibrio moltiplicandosi senza regole, e che nella sua diffusione trova la sua forza, è l'essere umano che, diversamente dagli altri animali, non si è mai accontentato di ciò che la natura gli ha dato e non ha mai accettato i confini dati dalle necessità delle altre specie animali.
Così nel tempo

  • ha iniziato a radere al suolo intere foreste per costruire strade, riducendo le capacità del polmone del Pianeta di ripulire l'aria ed eliminando altri animali che vivevano in quelle zone
  • ha deciso di uccidere in maniera intensiva gli animali per trarne non solo cibo ma anche profitto, tanto da portare moltissime specie all'estinzione e obbligandone altrettante a spazi vitali ristretti
  • ha scelto di non muoversi solo a piedi e di trovare altri mezzi che lo potessero portare altrove più velocemente, con l'effetto collaterale dell'inquinamento che ha portato al conseguente riscaldamento globale e quindi allo scioglimento dei ghiacciai, all'aumento del livello del mare, allo sconvolgimento delle stagioni e allo sviluppo di malattie
  • ha accettato di inquinare il mare e il suolo utilizzati come pattumiera, finendo però per rendere tossici alcuni alimenti

L'uomo è uscito dal suo ambiente (l'organo) ed è diventato un tumore maligno responsabile di molte metastasi.

Come salvarci?

Per salvare il nostro Pianeta, noi possiamo essere sia i geni ‘controllori', non voltandoci dall'altra parte quando vediamo un comportamento che non porta a nulla di buono per il nostro futuro, sia la chemioterapia, intervenendo per bloccare il proliferare del disinteresse nei confronti di una situazione critica che non è circoscritta agli ambientalisti, ma che riguarda il presente e il futuro di tutti, e agendo attivamente per ritrovare l'equilibrio con la natura, che forse abbiamo perso di vista.

E come? Riducendo il nostro impatto. Dalla raccolta differenziata, fino alla limitazione dell'utilizzo dell'automobile, passando per il rispetto per l'ambiente ad esempio non buttando la carta o la cicca della sigaretta per terra, fino al pretendere che anche gli animali negli allevamenti vengano trattati con dignità e rispetto. Insomma, basta fare qualcosa invece di rimanere a guardare. Qualcosa è sempre meglio di niente.

Questo non significa che ognuno di noi è sempre e comunque un tumore per il Pianeta, così come è difficile esserne sempre la cura, però possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo nella speranza che le azioni di molti possano davvero, un domani, risollevare le sorti di casa nostra e di tutti gli altri esseri viventi che la popolano.

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