La qualità dell’aria in Europa sta migliorando. Le buone notizie però finiscono qui. Diversa è infatti la situazione per l’inquinamento dell’aria che, secondo le stime presentate all’interno dell’Air quality in Europe — 2016 report” pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, ogni anno è responsabile della morte premature di 467.000 persone in Europa appunto. Ma come è possibile? Secondo i dati raccolti in questi ultimi 15 anni tra i Paesi europei e 400 città, l’85% della popolazione è stata esposta al materiale particolato aerodisperso (“l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente), conosciuto come PM 2.5, a livelli ritenuti dannosi per la salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma non finisce qui. L’esposizione al diossido di azoto (NO2) e all’ozono (O3) provoca ogni anno, rispettivamente, 71.000 e 17.000 morti premature solo in Europa.

“La riduzione delle emissioni ha permesso di migliorare la qualità dell’aria in Europa, ma non a livelli sufficienti per evitare danni alla salute degli esseri umani e dell’ambiente” ha dichiarato il direttore dell’AEA, Hans Bruyninckx che prosegue “Abbiamo bisogno di affrontare alla radice la cause dell’inquinamento dell’aria e questo richiede una trasformazione innovativa e fondamentale della nostra mobilità, ma anche dell’energia e dei sistemi che ruotano intorno all’alimentazione”.

Quello dell’inquinamento ambientale è un tema sempre più ricorrente in questi ultimi mesi, a partire dalla firma al COP21, fino allo spauracchio del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, che più volte si è dichiarato contrario all’accordo di Parigi, ancora non è chiaro quale sarà il nostro destino: finiremo soffocati e sconvolti dai continui cambiamenti climatici o ci rimboccheremo davvero le maniche e rimetteremo in salute il nostro Pianeta?