Era il 23 novembre scorso quando dalla parte più a nord del nostro Pianeta ci sono arrivate informazioni preoccupanti sulle condizioni di salute dell'Artico. Le stime effettuate parlavano di un incremento delle temperature di 20 gradi sopra la media, una cifre questa che non permetteva ai ghiacciai di rigenerarsi come dovrebbero durante l'inverno per equilibrare lo scioglimento tipicamente estivo. Oggi, ad un mese di distanza, giungono altre angoscianti rilevazioni: sembrerebbe infatti che, nell'ultimo mese, le temperature abbiano toccato i 30 gradi sopra la media stagionale, questo significa una perdita maggiori di ghiacciai, la distruzione di ecosistemi e la morte di molti animali che avrebbero bisogno del freddo per sopravvivere.

Lo scioglimento dei ghiacciai
in foto: Lo scioglimento dei ghiacciai

[Foto di Climate Central]

Secondo quanto confermato dal Norwegian Meteorological Institute, a 144 chilometri a sud del Polo Nord sono state registrate temperature intorno a 0,4 gradi Celsius, quando, in realtà, secondo le medie stagionali la colonnina di mercurio avrebbe dovuto segnare -30 gradi Celsius. Insomma, l'Artico sta vivendo una specie di estate pericolosa per la sua salute, e la nostra. Solo 50 anni fa si erano registrate temperature simili.

L'aria calda che sta soffiando sull'Artico non fa che peggiorare gli effetti del riscaldamento globale che hanno "incoronato" il 2016 come l'anno più caldo di sempre a causa dell'inquinamento e della potenza di El Niño. Il nostro obiettivo di non superare l'incremento delle temperature oltre i 2 gradi potrebbe fallire se non verranno presi seri provvedimenti utili a ridurre l'inquinamento di cui siamo responsabili. Quel che è peggio, come fanno sapere dall'organizzazione Climate Central, "Se non verrà fatto nulla per rallentare i cambiamenti del clima, nel momento in cui supereremo le temperature di oltre 2 gradi, eventi come questi che stiamo registrando questo inverno saranno sempre più comuni al Polo Nord".

[Foto copertina di tpsdave]