Dormire il giusto quantitativo di ore ogni notte, tipicamente otto, non solo ricarica le energie per affrontare al meglio la giornata successiva, sia essa scolastica, lavorativa o impiegata in qualunque altra attività, ma rappresenta un vero e proprio elisir di lunga vita. Lo dimostrano le numerose ricerche scientifiche che continuano a ribadire l'importanza del sonno, troppo spesso sottovalutato e bistrattato a causa dei ritmi frenetici della vita moderna. I costanti input cui siamo sottoposti, del resto, per alcuni hanno reso il corretto riposo una sorta di miraggio. Forse non tutti sanno che il sonno è così importante da essere addirittura celebrato con una giornata mondiale, che si tiene nel secondo venerdì del mese di marzo. Ecco perché dovete evitare di dormire poco e male.

Riduce le cellule anticancro

Una sola notte con quattro/cinque ore di sonno anziché di sette/otto riduce del 70 percento il numero di cellule Natural Killer (o linfociti NK), quelle del sistema immunitario che uccidono le cellule tumorali e ci proteggono – quando ci riescono – dal cancro. Lo ha sottolineato il professor Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep presso la prestigiosa Università di Berkeley, California, che ha snocciolato questo dettaglio nel suo ultimo libro Why we sleep, “Perché dormiamo”.

Il cervello inizia ad ‘auto-divorarsi'

Un team di ricerca composto da italiani e americani ha dimostrato che la carenza di sonno attiva un meccanismo di ‘autoconsumazione' cerebrale, legato all'iperattività delle cellule che normalmente durante la notte fanno pulizia di detriti, sostanze tossiche e connessioni sinaptiche logore. In altre parole, dormire poco e male potrebbe incentivare e accelerare i processi neurodegenerativi, come quelli del morbo di Alzheimer e di altre forme di demenza.

Il cervello più a rischio malattie

Lo stesso team di studiosi dell'Università del Wisconsin-Madison e dell'Università Politecnica delle Marche ha rilevato che bastano cinque giorni di sonno carente per produrre un assottigliamento nello spessore della mielina, la guaina che protegge e isola gli assoni dei neuroni. Meno è spessa e più il cervello diventa vulnerabile alle malattie. Non è chiaro se i danni alla mielina sono permanenti o reversibili.

Fa venire l'osteoporosi

Ricercatori dell'Università del Colorado hanno scoperto che disturbi del sonno sono correlati alla perdita di massa ossea; in altri termini, dormire poco può essere un fattore di rischio per l'osteoporosi. Questa malattia espone a maggiori probabilità di sviluppare fratture, che riducono significativamente la qualità e l'aspettativa di vita se non adeguatamente trattate, soprattutto durante la terza età.

Aumenta le proteine dell'Alzheimer

Studiosi coordinati da scienziati della Scuola di Medicina dell'Università di Washington (Saint Louis) hanno dimostrato che la carenza di sonno incrementa la concentrazione delle placche di beta-amiloide e di proteina tau nel tessuto cerebrale. Si tratta delle sostanze associate alla neurodegenerazione prodotta dal morbo di Alzheimer, la forma più diffusa di demenza, oltre che incurabile.

Favorisce lo sviluppo della depressione

Dormire poco riduce la capacità di pensare positivamente, che rappresenta uno dei sintomi più gravi che caratterizza il disturbo depressivo maggiore. Lo hanno dimostrato psicologi e psichiatri della Scuola di Medicina dell'Università della Pennsylvania, dopo aver coinvolto 40 giovani in un apposito esperimento

Fa ingrassare, favorisce il diabete e il colesterolo alto

Ricercatori dell'Università di Leeds hanno dimostrato che la carenza di sonno può farci ingrassare. Per chi dorme solo sei ore a notte contro nove, si guadagnano in media 4 centimetri di girovita in più. Le persone che dormono poco sono infatti spinte a ingerire più calorie ogni giorno, in media circa 400. Oltre al grasso, viene favorito anche l'aumento del colesterolo cattivo HDL e del diabete, condizioni legate a gravi eventi cardiovascolari.