Dormire 8 ore a notte allunga la vita e allontana il rischio di ammalarsi di gravi patologie. Sono numerose le ricerche scientifiche giunte a questa conclusione, tanto che le 8 ore di sonno sono quelle consigliate dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nelle sue linee guida. Ma in quanti la rispettano? Pochi, molto pochi. Se negli anni '40 del secolo scorso era soltanto l'8 percento delle persone che dormiva circa 6 ore a notte, nel 2017 si è infatti arrivati quasi a una su due. Un cambio radicale nel corso degli ultimi 75 anni catalizzato da molteplici fattori, che il neuroscienziato Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep presso la prestigiosa Università di Berkeley, California, ha sondato nel dettaglio nel suo ultimo libro Why we sleep, “Perché dormiamo” nel nostro idioma.

Già, perché dormiamo. L'essere umano, come molti altri animali, è una specie diurna, che durante la notte “ricarica le batterie” dell'organismo per affrontare la giornata successiva. Il problema delle giornate tipo di Homo sapiens sapiens risiede nel fatto che esse siano scandite dalle frenetiche società moderne, col tempo disponibile per la famiglia e il tempo libero drasticamente ridotto. Ma lo stress da lavoro non è l'unico nemico del nostro sonno. Per il dottor Walker tra i principali vi è anche l'onnipresente disponibilità di corrente elettrica, con tutte le distrazioni che essa comporta anche durante la notte. Basti pensare alla possibilità di accedere tranquillamente al proprio smartphone in qualunque istante, in un mondo iperconnesso. Tutto ciò si riflette sul numero di ore dedicato al sonno, con effetti devastanti sulla salute.

Cancro, diabete, obesità, morbo di Alzheimer, depressione ed eventi cardiovascolari sono solo alcune delle gravi patologie che si rischiano dormendo meno di 8 ore a notte. Il limite minimo suggerito dal dottor Walker è quello di 7 ore per chi proprio non può farne a meno, ma al di sotto di esso si producono effetti estremamente negativi sulla nostra longevità. Basti sapere che è sufficiente una sola notte con 4/5 ore di sonno per ridurre del 70 percento il numero di cellule Natural Killer (o linfociti NK), quelle che uccidono le cellule tumorali. Se tutti conoscessero questi dettagli curerebbero di più la propria vita a letto, ha indicato il ricercatore. Nel mirino di Walker vi sono anche l'ampia disponibilità di alcolici e caffeina, nemici naturali del sonno, e il fatto che nella società occidentale sottolineare che si dorme poco per i troppi impegni è una sorta di “vanto”, qualcosa di cui andare fieri innanzi agli altri. Nulla di più sbagliato, perché ci conduce soltanto verso una morte prematura.

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