Il sorvolo della luna Titano con un drone o un “pezzo” di cometa da strappare e riportare sulla Terra. Sono gli obiettivi delle due affascinanti missioni selezionate dalla NASA – nome in codice Dragonfly e Cesar – che si contenderanno il finanziamento da 850 milioni di dollari messo a disposizione dal governo degli Stati Uniti. Inserite nel programma New Frontiers, lo stesso che ha dato i natali a New Horizons per l'esplorazione di Plutone, a Juno per quella di Giove, e a OSIRIS-REx che raccoglierà campioni dall'asteroide Bennu, le due finaliste hanno superato altre dieci proposte, ma soltanto una diventerà la prossima missione robotica della NASA. Entrambi i progetti riceveranno un finanziamento per essere ampliati e raffinati entro la fine del 2018, mentre il vincitore sarà decretato nel 2019. Una volta individuata la missione da finanziare, ci vorranno alcuni anni (si stima la metà del 2020) per il lancio operativo.

Missione CAESAR

La missione CAESAR, acronimo di Comet Astrobiology Exploration Sample Return, prevede il lancio di una sonda verso la famosa cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, balzata agli onori della cronaca poiché obiettivo di Rosetta e del lander Philae dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Nella nuova missione della NASA, tuttavia, non ci si limiterebbe ad ‘atterrare' sulla cometa per analizzarla. La sonda ideata dal team del professor Steve Squyres della Cornell University di Ithaca (New York), infatti, è progettata per staccare un pezzo della cometa e riportarlo sulla Terra. L'ambizioso progetto, non privo di ostacoli, verrebbe gestito dal Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland.

Missione Dragonfly

La missione Dragonfly (libellula, nel nostro idioma) prevede l'invio di una sonda su Titano, il più grande satellite del “Signore degli anelli”. Una volta sulla superficie, la sonda libererebbe un drone quadricottero in grado di posarsi in vari punti del corpo celeste – come dune e fiumi di metano liquido – per studiarne e ‘annusarne' la composizione chimica, a caccia dei cosiddetti ingredienti della vita. Su Titano ed Encelado, un altro degli oltre 60 satelliti naturali di Saturno, gli scienziati pensano possa essersi sviluppata la vita, proprio per questo nel settembre del 2017 hanno fatto schiantare la sonda Cassini nell'atmosfera del pianeta, per evitare possibili contaminazioni sui suoi preziosi satelliti. Dragonfly è ideata dal team della professoressa Elizabeth Turtle della Applied Physics Laboratory (APL) presso la Johns Hopkins University di Laurel, nel Maryland.

Oltre alla selezione delle due missioni, la NASA ha anche annunciato la scelta di due progetti ‘minori': l'Enceladus Life Signatures and Habitability (ELSAH), che prevede lo sviluppo di tecniche per ridurre al minimo la contaminazione di veicoli spaziali, e Venus In situ Composition Investigations (VICI), un programma volto a progettare strumenti in grado di resistere alle condizioni estreme del pianeta Venere.

[Credit: NASA]