Alle 18:52 del 22 settembre la sonda della NASA OSIRIS-Rex ha sfruttato l'attrazione gravitazionale della Terra per “lanciarsi” a tutta velocità contro l'asteroide Bennu, che raggiungerà nel 2018. La cosiddetta fionda gravitazionale, una manovra ben nota agli appassionati di astronomia, è stata decisa dagli ingegneri dell'Agenzia aerospaziale americana per risparmiare carburante e correggere la traiettoria che porterà la sonda verso il suo obiettivo, un corpo celeste di 560 metri scoperto nel 1999 e noto per il suo (limitato) potenziale rischio di impatto con la Terra fra il 2169 e il 2199.

OSIRIS-Rex, lasciata il 9 settembre 2016 dal Launch Complex 41 di Cape Canaveral, non ha tuttavia alcuno scopo ‘minaccioso' verso l'asteroide; la sua missione, estremamente affascinante, è quella di poggiarsi delicatamente sulla sua superficie e recuperare dei campioni di materiale, che se tutto andrà secondo i piani della NASA arriveranno sulla Terra nel 2023. Ben diverso è ciò che avverrà nel 2024 tra la sonda della missione Double Asteroid Redirection Test (DART) e l'asteroide Didimo B, dove lo scopo sarà proprio quello di colpire e deviare l'asteroide, per testare l'efficacia di questa strategia da adottare nel caso in cui un corpo celeste dovesse minacciare seriamente il nostro pianeta.

La fionda gravitazionale di OSIRIS-Rex è stata particolarmente affascinante, poiché abbassandosi a 17mila chilometri di altezza, sorvolando l'Antartide a circa 30mila chilometri orari, è diventata brillante come una stella. Moltissimi appassionati di astronomia dell'emisfero australe si sono appostati con telescopi e telecamere per osservare e immortalare l'inconsueto evento. La sonda OSIRIS-Rex sul remoto asteroide Bennu andrà a caccia dei cosiddetti mattoni della vita.

[Credit: NASA]