Transito di Mercurio, simulazione dell’11 novembre. Credit: LarryKoehn/Vimeo
in foto: Transito di Mercurio, simulazione dell’11 novembre. Credit: LarryKoehn/Vimeo

Il mese di novembre sarà ricco di affascinanti spettacoli astronomici, ma uno spiccherà su tutti: il transito di Mercurio innanzi al Sole. Il piccolo pianeta roccioso passerà infatti davanti al disco solare e sarà osservabile attraverso strumenti (telescopi, binocoli e fotocamere) schermati con un apposito filtro. Si tratta di un evento che si verifica poche volte nell'arco di un secolo ed è dunque praticamente imperdibile per gli appassionati di astronomia. Nel corso del mese tornerà anche a rendersi ben osservabile il pianeta Venere, inoltre ci saranno ben cinque congiunzioni astrali, delle quali due con tre oggetti protagonisti. Novembre sarà interessante anche per due sciami meteorici intensi: le Tauridi e le Leonidi. Ecco tutto quello che c'è da sapere sugli spettacoli astronomici del mese.

Il transito di Mercurio

Come specificato, l'evento astronomico del mese (e dell'intero 2019) sarà il transito di Mercurio innanzi al Sole atteso per lunedì 11 novembre. Il piccolo pianeta roccioso inizierà ad attraversare il disco solare attorno alle 13:35 ora italiana e avrà più “contatti”. Il momento in cui si troverà più vicino al centro sarà alle 16:19. Dall'Italia potremo goderci lo spettacolo per circa 3 ore; purtroppo perderemo il quarto contatto poco dopo le 19:00, poiché a quell'ora la stella sarà già tramontata. Il transito di Mercurio è un evento che capita poco più di dieci volte in un secolo, e la prossima occasione sarà nel novembre del 2032, fra 13 anni. A causa delle ridotte dimensioni del pianeta il fenomeno non sarà visibile a “occhio nudo” (mai guardare il Sole direttamente, si rischia la cecità), ma sarà necessario dotarsi di uno strumento come un binocolo, una fotocamera o un telescopio schermati da un apposito filtro solare.

Luna piena del Castoro

Il giorno successivo al transito di Mercurio, la Luna alle 14:34 raggiungerà la fase di plenilunio, che a novembre prende il nome di “Luna Piena del Castoro”. Il nome, come sempre, deriva dalla tradizione dei nativi americani algonchini, che assegnavano alle lune piene nomi legati ad eventi naturali significativi. Nello specifico, la Luna Piena del Castoro si chiama così poiché a novembre i cacciatori facevano incetta di questi animali per la carne, la pelle e le ossa, che venivano sfruttati per affrontare i rigori dell'inverno imminente. Il nome è legato anche al fatto che in questo periodo dell'anno i simpatici roditori sono impegnati a costruire le caratteristiche dighe. La Luna Piena di novembre è conosciuta anche come Luna Piena Ghiacciata in base al calendario lunare di altre tribù.

Congiunzioni astrali di novembre

Nel corso di novembre potremo assistere a ben cinque congiunzioni astrali, la prima delle quali sarà all'inizio del mese, nel giorno della Commemorazione dei defunti. Sabato 2 la falce di Luna crescente e il “Signore degli anelli” Saturno duetteranno nel cielo meridionale poco dopo il tramonto del Sole; la congiunzione astrale, incastonata nella costellazione del Sagittario, sarà visibile fino alle 21:00 circa. La seconda danza celeste avrà come protagonisti la Luna, Marte e Mercurio, che sorgeranno all'alba del 24 novembre nel cielo sudorientale, nella porzione bassa della costellazione della Vergine. Lo stesso giorno, la sera, daranno invece spettacolo Venere e Giove, visibili a partire dalle 17:00 circa nel cielo sudoccidentale, tra la costellazione del Sagittario e quella dell'Ofiuco. I due pianeti si paleseranno quanto saranno piuttosto bassi sull'orizzonte e dunque la congiunzione astrale durerà poco più di un'ora. Quattro giorni dopo, la sera di giovedì 28 novembre, si esibirà un nuovo trittico, composto da Luna, Giove e Venere. Il tre oggetti celesti saranno molto vicini l'uno all'altro nel cielo sudoccidentale, sempre tra la costellazione del Sagittario e dell'Ofiuco. Come per quella del 24, gli oggetti saranno bassi sull'orizzonte e la congiunzione astrale durerà un'oretta, fino alle 18:00 circa. L'ultimo duetto di novembre è atteso per la sera del 29 novembre, quando la Luna concederà un secondo valzer a Saturno dopo quello del 2, sempre nel cielo sudoccidentale nella costellazione del Sagittario.

I pianeti

Il primo pianeta del Sistema solare, Mercurio, come indicato sarà protagonista dello spettacolare transito dell'11 novembre, dunque non ci sarà occasione migliore per osservarlo nel corso dell'intero anno e, in verità, dei prossimi 13 anni, fin quando non compirà un nuovo passaggio innanzi al Sole. Venere, l'infernale “Pianeta dell'Amore”, tornerà ad essere ben visibile attorno al tramonto, in particolar modo nella seconda parte del mese. Si tratta del terzo oggetto più luminoso della volta celeste (dopo Sole e Luna) e apparirà nel cielo come un piccolo faro. Marte, dopo averci regalato un lungo periodo di osservabilità negli scorsi mesi, torna ad essere ben visibile all'alba, mentre Giove diventa sempre più complicato da ammirare, poiché si palesa attorno al tramonto quando è già molto basso sull'orizzonte. Situazione analoga anche per Saturno, benché regali una finestra di osservabilità maggiore rispetto a quella del più grande pianeta del Sistema solare. I due giganti ghiacciati Urano e Nettuno saranno invece ben visibili nel corso della notte; il secondo esclusivamente al telescopio, il primo, essendo ai limiti dell'osservabilità per l'occhio umano, può essere intercettato solo con cieli molto bui e quando si trova nella posizione migliore durante i moti orbitali.

Le stelle cadenti di novembre

Nel corso del mese, come indicato dall'Unione Astrofili Italiani (UAI), ci saranno due sciami meteorici particolarmente interessanti, le Tauridi e le Leonidi. Le prime, originate dalla cometa 2P/Encke, sono suddivise in due componenti, le Tauridi Sud e le Tauridi Nord. Il picco massimo delle prime è atteso per il 3 novembre, quello delle seconde per il 12 novembre, tuttavia lo spettacolo migliore, con le stelle cadenti più luminose e numerose, è atteso tra giovedì 7 e venerdì 8 novembre. Le fiammate nel cielo sembreranno originare nei pressi della costellazione del Toro (dalla quale prendono il nome) nel cielo sudorientale, non lontane dall'ammasso aperto delle Pleiadi. Il picco massimo delle Leonidi è previsto tra domenica 17 e martedì 19 novembre, tuttavia quest'anno non dovrebbero regalare “fuochi d'artificio”, anche a causa del disturbo della Luna. In alcuni anni, tuttavia, hanno dato vita a exploit con numerosissime scie nel cielo, dunque di tratta di uno sciame meteorico da non sottovalutare. Saranno visibili nel cuore della notte nel cielo orientale, dove sembreranno originare dalla costellazione del Leone.

Oggetti del profondo cielo di novembre

Tra gli oggetti del profondo cielo più belli del mese da osservare al telescopio – e fotografare con scatti a lunga posa – segnaliamo le Pleiadi (M45); la galassia di Andromeda (M31); l'ammasso globulare di Ercole (M13); la magnifica Nebulosa di Orione (M42); la Nebulosa Elica o Occhio di Dio (NGC 7293) e l'Ammasso Doppio di Perseo (C14).