Credits: NASA/Greg Shirah
in foto: Credits: NASA/Greg Shirah

Complici le indiscrezioni scientifiche delle ultime ore, un po' se lo aspettavano già in parecchi: comunque avere la conferma definitiva di quanto sperato dagli scienziati, fin dal momento in cui Curiosity ha poggiato i suoi piedini robotici sul suolo marziano, è sempre una grande emozione.

Acqua passata e presente

Su Marte c'è dell'acqua allo stato liquido la cui esistenza, quindi, rende ancora più concreta la possibilità che il Pianeta abbia potuto ospitare la vita, secondo  Michael Meyer, scienziato a capo del programma di esplorazione marziana e tra i membri della conferenza stampa che oggi ha annunciato la «risoluzione di un mistero».

Molte delle missioni svolte negli ultimi anni avevano già fatto luce sul passato d'acqua del Pianeta Rosso, con antichi laghi e fiumi che scorrevano sulla sua superficie: ma la presenza accertata di bacini idrici, benché piuttosto piccoli, ha un significato ancora più ampio, soprattutto se la si considera nell'ottica della futura colonizzazione che dovrebbe avvenire nel decennio 2030.

Corsi d'acqua estivi

L'acqua in questione dovrebbe contenere dei sali, ma non è il caso di immaginarsi una sorta di vasto mare o addirittura un oceano: piuttosto dei ruscelletti i quali, tra l'altro, riescono a formarsi esclusivamente durante i mesi più caldi.

Grazie ai rilievi effettuati dalla sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter, i ricercatori hanno trovato le tracce di minerali idrati in corrispondenza di quelle misteriose "strisce" che costituivano il mistero da risolvere. Queste linee scure apparivano in corrispondenza delle pendenze, durante le stagioni calde, per poi scomparire con l'approssimarsi del freddo. Presenti in diversi punti del Pianeta Rosso quando la temperature superavano i – 23° Celsius, esistono proprio in virtù dei sali che portano più in basso sul termometro il punto di congelamento.

In precedenza questi corsi d'acqua, chiamati recurring slope lineae (RSL), erano già stati associati alla possibile presenza di acqua allo stato liquido: la conferma, resa possibile grazie a strumenti sempre più raffinati, arriva solo oggi grazie ad uno studio i cui dettagli sono stati illustrati in un paper pubblicato da Nature Geoscience.

Credits: NASA/JPL/University of Arizona
in foto: Credits: NASA/JPL/University of Arizona

Alla ricerca di vita microbica

Questo significa un'opportunità in più per cercare tracce di vita tutt'ora viventi: come spiegato da Alfred McEwen, geologo planetario della University of Arizona e tra gli autori della scoperta, «Mentre potrebbe essere molto importante trovare tracce di vita antica, sarebbe al contempo complesso comprenderne la biologia. La vita attuale potrebbe darci molte più informazioni». E sarebbe decisamente un'emozione in più.