Se tutto andrà secondo i piani, mercoledì 27 maggio alle 22:33 (ora italiana) due astronauti americani torneranno nello spazio a bordo di una navetta a stelle e strisce, a 9 anni di distanza quasi esatti dall'ultimo volo di uno Space Shuttle. Lo storico traguardo sarà possibile grazie alla collaborazione tra la NASA e la compagnia aerospaziale privata SpaceX, guidata dall'istrionico magnate sudafricano naturalizzato americano Elon Musk. La società del fondatore di Tesla e PayPal metterà sul piatto sia il razzo lanciatore – il Falcon 9 in grado di tornare sulla Terra – che la capsula Crew Dragon, dove saranno ospitati gli astronauti veterani Robert Behnken di 49 anni e il collega Douglas Hurley, di 53.

Il lancio avverrà dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, una scelta dal sapore storico, dato che dalla stessa rampa partirono i razzi Saturn V delle celebri missioni Apollo, quelle che portarono i primi uomini sulla Luna. Ad assistere al lancio ci sarà anche il presidente americano Donald Trump, che per rafforzare la supremazia americana nell'ambito aerospaziale non solo ha dato vita alla forza armata “Space Force”, ma ha anche deciso di finanziare fortemente la NASA. L'obiettivo è il ritorno sulla Luna entro il 2024 in seno alla missione Artemis. Il lancio dei due astronauti americani a bordo di un mezzo made in USA è solo un tassello di un percorso a tappe, che entro la metà del 2030 dovrebbe portare anche l'uomo sul “Pianeta Rosso” Marte.

Gli Stati Uniti chiusero il programma Space Shuttle in modo formale il 31 agosto del 2011, ma l'ultimo volo ufficiale, avvenuto nella missione STS-135, fu quello dell'Atlantis, decollato l'8 luglio e ritornato il 21 luglio del 2011. Tra i membri dell'equipaggio c'era il anche pilota Douglas Hurley della NASA, che il 27 maggio decollerà alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a bordo della Crew Dragon di SpaceX. Il programma Space Shuttle fu chiuso per gli effetti del disastro del Columbia (nel quale morirono tutti e 7 i membri dell'equipaggio) ma anche per gli esorbitanti costi finanziari, ben 200 miliardi di dollari per 135 voli in tutto. Da allora gli astronauti americani hanno volato da e per la Stazione Spaziale Internazionale viaggiando sulla navetta russa Sojuz, l'unico “taxi delle stelle” attualmente in servizio.

Ovviamente gli USA non avevano intenzione di affidarsi alla Russia per sempre, e hanno iniziato a finanziare due progetti per riportare i propri astronauti in orbita con mezzi americani. La NASA ha affidato a Boeing e SpaceX il compito di progettare navette allo scopo, e la prima a spuntarla è stata proprio la società di Elon Musk, nonostante il ritardo accumulato di 5 anni (Boeing ha invece avuto problemi con il software di lancio ed è ancora indietro). Il volo inaugurale del 27 maggio – chiamato Crew Demo 2 – rappresenterà il coronamento di questo lungo e complesso percorso, che ha visto per la prima volta il coinvolgimento di un ente privato. Al momento le condizioni meteo non sono favorevoli, e ci sono diverse probabilità che il lancio venga spostato di alcuni giorni, probabilmente al 30 maggio. L'attracco alla ISS dovrebbe avvenire 19 ore dopo il lancio.