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Salta il ritorno dell’uomo sulla Luna nel 2024, NASA: “Le tute spaziali non saranno pronte”

A sorpresa, in un nuovo rapporto dell’Office of Inspector General (OIG) della NASA è stato comunicato che l’uomo non potrà sbarcare sulla Luna nel 2024, come previsto dal programma della missione Artemis. Le tute spaziali, chiamate xEMU e per le quali sono stati già spesi 420 milioni di dollari, per allora non saranno pronte. Secondo le stime i modelli saranno pronti non prima di aprile del 2025.
A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA
Credit: NASA

La missione Artemis della NASA, quella che porterà la prima donna e la prima persona nera sulla Luna, ha subito una pesantissima battuta d'arresto sulla tabella di marcia prevista. Il nuovo sbarco sul satellite della Terra, infatti, non potrà avvenire entro il 2024, anno sul quale l'agenzia aerospaziale americana puntava sin dall'annuncio. La ragione risiede nel fatto che per allora non saranno pronte le rivoluzionarie Exploration Extravehicular Mobility Unit o xEMU, ovvero le tute spaziali di ultimissima generazione che permetteranno di passeggiare sulla regolite lunare.

Potrebbe apparire assurdo, considerando che gli astronauti sono già stati sulla Luna 50 anni fa – con le missioni Apollo – e oggi sono impegnati in continue “EVA” (attività extraveicolari) al di fuori della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), eppure le nuove tute giocano un ruolo fondamentale per riconquistare la compagna del nostro pianeta. Basti pensare che le xEMU sono in sviluppo già da 14 anni e sono stati spesi oltre 420 milioni di dollari per progetto e prototipi, ma la NASA stima che arriverà a investire un totale di circa 1 miliardo di dollari per il prodotto definitivo, ovvero due tute per lo sbarco sulla Luna e un modello dimostrativo da testare proprio sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Ad annunciare il clamoroso ritardo un nuovo rapporto dell'Office of Inspector General (OIG) dell'agenzia americana. Il programma, stando al documento della NASA, ha al momento accumulato un ritardo di ben 20 mesi “nella progettazione, nella verifica e nei test delle tute”. Ciò significa che non saranno disponibili per novembre 2024, quando tutto sarebbe dovuto essere pronto per il ritorno sulla Luna. Ai ritmi attuali si stima che i primi modelli completi potrebbero essere disponibili non prima di aprile 2025, facendo slittare in avanti di diversi mesi in avanti una delle tappe fondamentali della missione Artemis. “Un atterraggio lunare alla fine del 2024, come attualmente pianificato dalla NASA, non è fattibile”, chiosa il documento dell'OIG.

A rendere ancor più paradossale la situazione il fatto che nel 2019 i prototipi delle xEMU furono presentati in pompa magna dall'ex amministratore della NASA Jim Brindstine. A indossarne un modello fu la dottoressa Kristine Davis, impegnata in prima linea nel programma di ricerca e sviluppo delle tute. Tra le caratteristiche annunciate, una maggiore mobilità del corpo rispetto a quelle utilizzate da Neil Armstrong e colleghi per sbarcare sulla Luna, oltre alla possibilità di essere utilizzate anche durante le EVA. I nuovi guanti, inoltre permetteranno di muovere le singole dita, mentre il supporto vitale sarà progettato per garantire la sopravvivenza a temperature estreme tra i – 156 gradi centigradi e i 121 gradi centigradi. Poiché non è stato ancora sviluppato un metodo efficace per rimuovere fluidi e rifiuti organici degli astronauti (leggasi urina e feci), chi le indosserà dovrà ancora portare il pannolone.

Produrre queste tute è costosissimo e richiede una moltitudine di test e verifiche, ma nessuno o quasi avrebbe potuto immaginare simili conseguenze sul ritorno sulla Luna. La speranza è che vengano risolti al più presto tutti i problemi riscontrati e che lo sbarco sul satellite della Terra non venga rimandato oltre il 2025. Nel frattempo Elon Musk, il CEO di SpaceX e Tesla, ha comunicato di "essere disponibile" a collaborare per la preparazione delle xEMU. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi.

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