Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

La NASA ha presentato le nuove tute spaziali della missione Artemis, quella che riporterà l'uomo (e la prima donna) sulla Luna nel 2024, a 55 anni dallo storico sbarco di Neil Armstrong e Buzz Aldrin con l'Apollo 11. Chiamate xEMU, le tute per gli astronauti dal punto di vista squisitamente visivo non sono così diverse da quelle del pionieristico allunaggio del 1969, tuttavia celano numerose e sostanziali novità, che renderanno decisamente più agevole la vita agli uomini e alle donne che dovranno solcare la regolite lunare.

A presentare le xEMU (o Exploration Extravehicular Mobility Units) è stato Jim Bridenstine in persona, l'amministratore della più famosa e potente agenzia aerospaziale del mondo. A coadiuvarlo c'era uno degli ingegneri della NASA che ha contribuito a progettarle e realizzarle, la dottoressa Kristine Davis. La scienziata ha dato una piccola dimostrazione delle rinnovate proprietà della tutta spaziale, in particolar modo per quel che concerne la maggiore mobilità del corpo. Le nuove tute, pensate non solo per le attività sul suolo lunare, ma anche per le cosiddette passeggiate spaziali o EVA (Extra Vehicular Activity), sono infatti dotate di sofisticati cuscinetti articolari per favorire i movimenti degli arti e del busto. Hanno inoltre una migliore progettazione della porzione dedicata alle spalle e i guanti permettono il movimento delle singole dita per la raccolta di oggetti. Durante la presentazione la Davis si è chinata per raccogliere una pietra e consegnarla a Bridenstine. Benché il movimento sia sembrato un po' goffo, si tratta di un avanzamento sostanziale rispetto alle tute dell'Apollo 11. Tutti ricordiamo i simpatici video delle missioni Apollo in cui gli astronauti sono protagonisti di cadute, attutite dalla bassa gravità della Luna.

Al di là delle maggiori possibilità di movimento, le xEMU potranno essere costruite per tutte le taglie di astronauti, sia uomini che donne. Saranno inoltre in grado di proteggere chi le indossa da temperature estreme comprese tra i – 156 gradi centigradi e i 121 gradi centigradi. Poiché gli ingegneri non sono ancora riusciti a progettare un metodo efficiente per rimuovere i fluidi e i rifiuti corporei degli astronauti, chi indosserà la nuova tuta spaziale dovrà ancora mettere il pannolino. Oltre alla tuta per le attività sulla Luna ed extraveicolari, bianca con dettagli blu e rossi per richiamare la bandiera americana, la NASA ha presentato anche una tuta di colore arancione che gli astronauti indosseranno durante le fasi di lancio e rientro sulla Terra, a bordo della navetta Orion. Per vederle all'opera la prima volta in seno alla missione Artemis non manca poi molto.