Immagini da Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 (LaPresse).
in foto: Immagini da Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 (LaPresse).

Tra l'estate del 2016 e l'inverno del 2017 si sono succeduti nella zona compresa tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche una serie di terremoti che hanno profondamente scosso l'Italia intera. Dopo il sisma del 24 agosto e le sue 284 vittime, e quello del 26 e del 30 ottobre, la terra è tornata a tremare il 18 gennaio, con la stessa intensità e imprevedibilità degli eventi precedenti. Mentre gli studiosi si interrogano sulle cause di questo fenomeno, che si è ripetuto a distanza così ravvicinata come non si era mai registrato fino ad ora, sono molte le domande che i comuni cittadini si pongono, spesso rivolgendosi alla Rete per avere risposte immediate. Ecco quelle più frequenti.

Come si forma e come avviene un terremoto?

Il terremoto è un evento naturale. Si tratta di movimenti improvvisi della crosta terrestre, provocati dallo spostamento di una massa rocciosa nel sottosuolo. Quando le placche che compongono la crosta terrestre si scontrano o scorrono le une accanto alla altre, la vibrazione che ne deriva è talmente forte da sprigionare quantità elevatissime di energia, pari a molte bombe atomiche. L'intensità dell'evento sismico è tanto più elevata quanto maggiore è la frattura che avviene nelle rocce interessate. Le fratture superficiali (nell'ordine di 5/15 km di profondità) della crosta terrestre sono chiamate faglie ed è in prossimità di esse che si originano i terremoti.

Come si misura il terremoto?

La grandezza di un terremoto si misura con due valori diversi: la magnitudo e l’intensità. La prima, ideata nel 1935 dal famoso sismologo statunitense Charles F. Richter, si usa per misurare quanto è stato forte un terremoto, cioè per calcolare quanta energia quel terremoto ha sprigionato. Quando, invece, si prende in considerazione la sua intensità, vengono analizzati gli effetti sull'ambiente, sulle cose e sull'uomo. Se la magnitudo di un certo sisma è solo una, l'intensità può cambiare da luogo a luogo e in genere più ci si allontana dall'epicentro, più diminuisce. Quest'ultimo valore è espresso con la Scala Mercalli, dal nome del sismologo di origini milanesi che, all'inizio del XX secolo, diffuse a livello internazionale la classificazione dei terremoti secondo gli effetti e i danni che producevano, soprattutto sugli edifici.

Dove ripararsi in caso di terremoto?

Ecco cosa fare in caso di terremoto, a seconda dei luoghi in cui vi trovate al momento della scossa:

  • in casa: bisogna ripararsi sotto mobili robusti, come tavoli o scrivanie, oppure contro un muro interno. Sempre meglio restare lontani da librerie, vetrerie e altri mobili che potrebbero frantumarsi. Non usare le scale e men che meno gli ascensori;
  • all'aperto: è necessario tenersi lontano da edifici, alberi, linee telefoniche ed elettriche, cavalcavia  o autostrade sopraelevate. Inoltre, se si è in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge. È inoltre consigliato di non utilizzare i telefoni;
  • a scuola: anche in questo caso vale la regola del cercare riparo sotto tavoli o scrivanie, trattandosi di un luogo chiuso. Non precipitarsi fuori dall'edificio a meno che non ci si trovi al piano terra e la porta d'ingresso non dia accesso diretto ad uno spazio aperto. Al termine della scossa, in genere spetta al personale addetto alle squadre di emergenza controllare lo stato di incolumità delle persone, le situazioni di pericolo e all'occorrenza chiamare i numeri di emergenza 118 e/o 115;
  • ai piani alti: si sa che chi si trova ai piani alti di un palazzo può avvertire il terremoto in maniera più netta. In questo caso, bisogna cercare di mettersi sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante, sotto gli architravi e lontano dalle finestre, evitando così che lampadari o altri utensili appesi al muro possano colpirvi cadendo. Se volete uscire di casa non usate l'ascensore, che si può bloccare, ma le scale, facendo tuttavia attenzione a non perdere l'equilibrio e mantenendovi ben vicini al corrimano;
  • di notte: il fatto che molti terremoti accadano di notte è pura casualità, non esista alcuna spiegazione scientifica per questo fenomeno. Se ciò dovesse capitare mentre state dormendo, bisogna prima di tutto trovare un riparo nelle zone più sicure della casa. In più, è consigliato di sospendere la fornitura di energia elettrica e di non fare ricorso all'accensione di fiammiferi o accendini, anche se la visuale è compromessa dal buio.

Come si prevede il terremoto?

Non è possibile prevedere il terremoto. Negli ultimi 20 anni sono molti i movimenti tellurici forti che hanno sconvolto il territorio italiano, eppure gli esperti non sono mai stati in grado di dire con esattezza quando si sarebbero verificati e quanto sarebbero durati. Ad oggi, nonostante i progressi della scienza, i sismologi non sono in grado di prevedere la potenza e la pericolosità di un movimento tellurico percepito. Non sono ancora stati identificati segni precursori a base scientifica utili a comprendere la magnitudo, l'orario e l'epicentro esatto, di conseguenza non si può affermare con esattezza se lo sciame in atto sia da considerarsi potenzialmente pericoloso. Insomma, visto che i terremoti non sono prevedibili, è necessario puntare sulla prevenzione, costruendo edifici adatti alla zona sismica e informando la popolazione sulle cosa da fare in caso di evento sismico.

Gli animali riescono a sentire in anticipo il terremoto?

Si dice che cani, gatti e uccelli riescano a prevedere le scosse sismiche. Molte sono le testimonianze di questo comportamento, soprattutto dopo il sisma dell'ottobre 2016 in Centro Italia. In realtà, la scienza non ha ancora una risposta precisa a questa domanda, ma nel corso del tempo sono state formulate una serie di ipotesi a riguardo. Tra queste, la teoria più gettonata riguarda la capacità degli animali di percepire le Onde P, le onde primarie, a differenza degli esseri umani, per questo li vediamo mettere in atto comportamenti ripetitivi e inusuali che si potrebbero definire premonitori. La percezione di queste onde anticipa di pochi minuti l'arrivo vero e proprio del terremoto, quindi sta a noi saperne cogliere i segnali.

Perché il terremoto avviene sempre di notte?

Che i terremoti avvengano solo di notte è una bufala. La geologia, infatti, afferma che non c'è alcun legame scientifico tra le scosse sismiche e l'alternarsi del giorno e della notte. Certo, le statistiche ci mostrano una realtà diversa: il fenomeno sismico verificatosi in Emilia Romagna nel 2012 è iniziato nella notte con una forte scossa e lo stesso è successo nell'estate del 2016 quando la terra ha cominciato a tremare in Centro Italia. Ancora prima, è stata la volta del terremoto dell'Aquila, nel 2009, e lo stesso si può dire di quello del Friuli del 1976 e addirittura di quello di Messina del 1908, ancora oggi considerato tra gli eventi naturali più catastrofici della storia europea. Ma si tratta solo di una tragica coincidenza, dato che i movimenti della crosta terrestre avvengono talmente in profondità che né la temperatura né l'ora possono in alcun modo influenzarli. Sarebbe, invece, l'esperienza soggettiva del terremoto che, a parità di gravità, di notte è più traumatica, perché si è in casa e nella tranquillità del sonno, e si fissa maggiormente nella memoria.

La luna piena può influenzare i terremoti?

Ci sarebbe, secondo studi scientifici, una correlazione tra l'innescarsi di grandi terremoti, di magnitudo superiore a 5, e la luna piena. La rivista specializzata Nature Geoscience ha di recente pubblicato un articolo a firma di un team di esperti dell'Università di Tokyo. Prendendo in esame i 12 terremoti più intensi avvenuti negli ultimi anni, di cui si conosce con precisione giorno e ora dell'evento principale, hanno rilevato che per nove di essi il sisma si è scatenato nei giorni vicini alla Luna piena o alla Luna nuova, quando cioè "la forza di marea indotta dal satellite, che agisce anche sulla terraferma, causa il maggiore stress". Tuttavia, escludono che a causare il sisma stesso possa essere il satellite. Ad ogni modo, bisogna prendere con le pinze la ricerca, che non ha ancora trovato conferme altrove. Si è ancora lontani anni luce dall'aver trovato il modo per prevedere i terremoti. Gli stessi autori dello studio spiegano che, ammesso che ci sia una relazione tra marea e terremoto, lo stress gravitazionale funzionerebbe sostanzialmente come un fattore finale in grado di innescare la rottura, la famosa goccia che fa traboccare un vaso.

Come aiutare in caso di terremoto?

In molto si chiedono, subito dopo un terremoto, come poter aiutare le popolazioni colpite dal sisma. Spesso accade infatti che a molte persone non sia permesso ritornare nelle proprie case, perché distrutte o inagibili. In questo caso per essere davvero utili è meglio rivolgersi alle associazioni, alle cooperative, agli enti non profit, che già si sono attivati, e restare in attesa di ricevere istruzioni. Inoltre, bisogna sempre prestare attenzione alle comunicazioni della Protezione Civile, che può dare disposizioni per aiuti pratici, e le Amministrazioni locali. In genere, si raccomanda di evitare di recarsi sui luoghi del disastro per non intasare la viabilità e per consentire il lavoro delle organizzazioni di pronto soccorso.