Alle 12:30 del 24 gennaio sono stati accesi tutti i motori del Falcon Heavy per un test statico antincendio, il primo col super razzo di SpaceX completamente sviluppato. Si è trattato di un passaggio fondamentale verso il lancio inaugurale vero e proprio, che dovrebbe avvenire entro una settimana o al massimo un paio, dalla stessa piattaforma dove ha “ruggito” per una decina di secondi, la 39A del Kennedy Space Center della NASA in Florida.

Il Falcon Heavy, un vero e proprio “mostro” spinto da 24 motori Merlin, è in pratica la somma di tre razzi Falcon 9, il gioiello della compagnia di Elon Musk col primo stadio recuperabile, e si tratta del più potente razzo lanciatore attualmente disponibile, o perlomeno, lo diventerà quando avrà superato il primo e attesissimo lancio di prova. Una volta confermata l'operatività, molto probabilmente subirà un'accelerazione anche il programma che punta a portare i primi uomini su Marte. Il Falcon Heavy, infatti, è stato progettato per trasportare fino a 54 tonnellate di peso – tanto quanto un Boeing 737 pieno di bagagli, passeggeri e carburante -, più che sufficienti per trasportare equipaggio e materiale sul Pianeta rosso. Secondo le ottimistiche previsioni di Musk ciò dovrebbe avvenire nel 2024, ma per la NASA i tempi sarebbero decisamente più lunghi. Si parla del 2030/2035, ma ancora non è stata fissata una data, considerando anche i diversi limiti tecnici ancora da superare.

L'accensione dei motori del razzo è stata accolta con grande entusiasmo dal magnate sudafricano naturalizzato americano, che non vede l'ora di spedire in orbita il nuovo modello della Tesla Roadster, la vettura prodotta dalla sua casa automobilistica. L'auto sarà infatti il primo carico utile del Falcon Heavy, e verrà “liberata” in un'orbita compresa tra Terra e Marte. Una mossa pubblicitaria di sicuro impatto, ma che dovrà dimostrare anche l'efficienza del razzo; pena, una figuraccia mondiale sia per Tesla che per SpaceX. Come indicato, il lancio inaugurale è previsto entro un paio di settimane, tuttavia il cosiddetto shutdown che ha recentemente colpito gli Stati Uniti potrebbe ritardare di qualche giorno le operazioni.

[Credit: SpaceX/Elon Musk]