Anche i premi Nobel cascano nelle fake news e nelle bufale scientifiche. Hanno raggiunto l’apice della loro carriera ricevendo il massimo riconoscimento che uno scienziato possa ricevere in vita: il premio Nobel. Questo fa sì che durante le discussioni più accesse alcuni di loro possano essere citati in modo da dimostrare la validità delle proprie affermazioni. Ma non sempre essere dei Nobel rende immuni dal sostenere bufale e fake news. Esiste purtroppo un cospicuo elenco di scienziati che dopo aver ritirato l’ambito premio sono stati complici di vere e proprie tesi pseudo-scientifiche.

Il principio di autorità dei Nobel

Il problema è che il principio di autorità non sempre funziona, anzi non si dovrebbe usarlo mai; aver ricevuto un premio prestigioso infatti non trasforma nessuno in tuttologo, tantomeno rende le proprie affermazioni infallibili, prova ne è la cosiddetta “Nobel disease”, letteralmente “malattia del Nobel”. È stata definita così la tendenza di molti scienziati a sostenere, dopo aver ritirato il Nobel, teorie preudo-scientifiche, solitamente riguardanti materie che non competono loro affatto. Altre volte invece si tratta di affermazioni fatte in un periodo in cui certe scoperte non erano state ancora realizzate, rendendo semplicemente obsolete le loro ipotesi. Ad oggi l’elenco dei Nobel che possono essere citati da sostenitori di “tesi alternative” in ambito scientifico ammonta a circa una trentina di scienziati. Si va da veri e propri miti come Albert Einstein che sostenne le ragioni di una sensitiva nel 1932 a James Watson (scopritore assieme a Francis Crick della struttura del Dna), il quale fece delle affermazioni razziste verso le persone di colore, che sarebbero meno intelligenti dei bianchi.

Premi Nobel e teorie di complotto

Quando queste affermazioni toccano argomenti pseudo-medici il rischio è quello di dare una legittimazione a teorie che possono portare alla morte dei pazienti, persuasi ad abbandonare le terapie cosiddette “ufficiali”, ovvero che sono state dimostrate con tutti i crismi. Prendiamo il caso più recente di Luc Montagnier premio Nobel per la medicina nel 2008 per aver scoperto il virus Hiv (assieme a Robert Gallo e Françoise Barré-Sinoussi), il quale ha sostenuto diverse tesi pseudo-mediche: sulla cura dell’autismo, la memoria dell’acqua nell’omeopatia e la possibilità di curare l’Aids meramente attraverso la dieta; infine ha sostenuto anche diverse tesi anti-vacciniste. Di tutto questo Montagnier non ha mai fornito alcuna prova scientifica, anche perché non ne esistono, come avevamo avuto modo di spiegare già in articoli precedenti. Non mancano i sostenitori delle tesi di complotto vere e proprie. Kary Mullis Nobel per la chimica nel 1993, ha sostenuto le teorie più disparate; oltre ad essere anche lui un negazionista dell’Aids, crede nelle esperienze di abdution (i rapimenti alieni), ed è anche un negazionista del riscaldamento globale. Qualcuno ha ipotizzato che le posizioni di Mullis possano essere dovute ad un abuso avvenuto in passato di sostanze stupefacenti come l’Lsd.

Perché certi Nobel cadono nella pseudo-scienza?

Uno dei fattori che potrebbe spiegare gli scivoloni di certi luminari della scienza è che ottenere tanto successo rende queste persone molto più sicure di sé, forse anche troppo, andando ben al di là del cosiddetto effetto Dunning-Kruger. Parliamo di una distorsione cognitiva che appartiene a tutti noi, in base alla quale una persona poco istruita potrebbe tendere a sottostimare la complessità di fenomeni che non conosce, credendo di trovare spiegazioni sensate senza bisogno di approfondirle; viceversa più si è acculturati maggiore sarà la probabilità di trovarsi a disagio di fronte a problemi che riguardano materie nelle quali non si è preparati, tendendo a non essere sicuri di poter trovare delle risposte adeguate, sovrastimando la complessità dei fenomeni. Nei Nobel questa tendenza rischia di venire a mancare, portando queste persone a credere di poter essere sempre all’altezza, anche quando vengono interrogate riguardo a materie diverse da quelle che trattano, sopravvalutando l’efficienza delle proprie intuizioni.

Tutti i Nobel che hanno sostenuto bufale scientifiche

  • Pierre e Marie Curie – sostennero la medium Eusapia Palladino;
  • John William Strutt – affermazioni sul paranormale e sui fantasmi;
  • Philipp Lenard – sostenne le tesi in favore di una “fisica nazionale tedesca”;
  • Joseph Thomson – sostenitore di tesi sul paranormale;
  • Alexis Carrel – sostenitore delle tesi eugenetiche, messe poi in pratica dai nazisti;
  • Charles Richet – credeva nei poteri extrasensoriali, nel paranormale e nei fantasmi;
  • Albert Einstein – sostenne le ragioni di una sensitiva;
  • Erwin Schrödinger – gli sono state attribuite tesi sul misticismo quantistico e la coscienza globale;
  • Otto Stern – sostenne le tesi sulla psicocinesi;
  • Ernst Boris Chain – negazionista della teoria dell’evoluzione per selezione naturale;
  • Wolfgang Pauli – credeva nella psicocinesi e nel paranormale;
  • Hideki Yukawa – credeva che misticismo e intuizione fossero superiori alla logica e alla ragione;
  • Linus Pauling – sostenitore della medicina ortomolecolare e di presunti poteri curativi della vitamina C;
  • William Shockley – sostenne tesi razziste ed eugenetiche;
  • James Watson – sostenne che le persone di colore hanno una intelligenza inferiore ai bianchi;
  • John Eccles – sostenne tesi riguardanti la “coscienza quantica”;
  • Alfred Kastler – sostenne tesi sul paranormale;
  • Ivar Giaever – negazionista del riscaldamento globale;
  • Brian Josephson – sostenne tesi in favore sulla memoria dell’acqua e sui fenomeni paranormali;
  • Nikolaas Tinbergen – sostenne teorie indimostrate sull’autismo;
  • Kary Mullis – negazionista dell’Aids e sostenitore di diverse teorie di complotto;
  • Walter Gilbert – negazionista dell’Aids;
  • Richard Smalley – negazionista della teoria dell’evoluzione per selezione naturale;
  • Luc Montagnier – sostenitore dell’omeopatia, delle tesi antivacciniste e della possibilità di curare l’Aids con la dieta.