Le sigarette elettroniche rappresentano un potenziale pericolo per la salute del cuore e non sono un'alternativa innocua alle sigarette tradizionali, che a loro volta sono il fattore di rischio più prevenibile legato a patologie e mortalità cardiovascolare. A mettere di nuovo in guardia sui rischi delle e-cig è un team di ricerca americano composto da scienziati dei college di Medicina e Infermeria dell'Università Statale dell'Ohio. I ricercatori, coordinati dalla professoressa Loren E Wold, ricercatrice presso il Dorothy M. Davis Heart and Lung Research Institute, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato statisticamente numerosi dati clinici e preclinici ottenuti da studi a breve e a lungo termine.

Wold e colleghi associano i rischi delle sigarette elettroniche per l'apparato cardiovascolare a quelli (ampiamente acclarati) dell'inquinamento atmosferico, considerato uno dei “Big Killer” in tutto il mondo. Basti pensare che ogni anno perdono la vita per esso ben 8,8 milioni di persone, mentre un recente studio internazionale guidato da scienziati dell'Università del Texas ha determinato che in Italia l'inquinamento atmosferico accorcia la nostra vita di 4 mesi (in India si perde un anno). “Le sigarette elettroniche contengono nicotina, particolato sottile, metalli e aromi, tutti fattori che potrebbero contribuire ai problemi cardiovascolari. Le polveri sottili che si trovano nell'inquinamento atmosferico entrano nel flusso sanguigno e influenzano direttamente il cuore, e i dati attuali, sebbene lungi dall'essere conclusivi, mostrano che lo stesso può essere vero per le sigarette elettroniche”, ha dichiarato la professoressa Wold, a capo del centro di ricerca biomedica sui polmoni.

La ricercatrice ha sottolineato che diversi studi condotti sia sull'uomo che su modelli animali hanno evidenziato effetti delle e-cig direttamente collegati a problemi cardiovascolari, come aumento della pressione arteriosa e del battito cardiaco, infiammazione, stress ossidativo e rigidità delle arterie. Sono segnali che suggeriscono rischi per la salute da non sottovalutare, a maggior ragione perché il contenuto dei liquidi delle sigarette elettroniche spesso non viene rilevato completamente dai produttori. Per questo la Wold sottolinea la necessità di regolamentare in modo accurato le sigarette elettroniche. “Soprattutto per qualcuno che non ha mai fumato – sottolinea la Wold – non vale la pena rischiare, sembra abbastanza conclusivo che si possa dire che le sigarette elettroniche non sono innocue”.

Il riferimento è anche ai casi della rara e misteriosa malattia polmonare legata allo svapo – recentemente denominata EVALI – che negli Stati Uniti ha colpito oltre 1.300 persone e ne ha uccise una trentina. Gli scienziati dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC – Centers for Disease Control and Prevention) americani e della Food and Drug Administration non hanno infatti ancora una singola sostanza responsabile della malattia, benché abbiano messo nel mirino un olio derivato dalla vitamina E e il principio attivo della cannabis, il THC. Va sottolineato che in questo caso si sta parlando di prodotti americani, diversi da quelli che vengono venduti in Europa e in Italia. In conclusione la Wold ha sottolineato che le maggiori preoccupazioni sono per i più giovani che stanno iniziando a fumare le sigarette elettroniche, immaginando che si tratti di prodotti totalmente sicuri. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Cardiovascular Research.