L'inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili riduce in media l'aspettativa di vita di oltre un anno; in Italia siamo più ‘fortunati' poiché la riduzione calcolata è di 4 mesi. A dimostrarlo un team di ricerca internazionale coordinato da studiosi dell'Università del Texas, con i quali hanno collaborato i colleghi dell'Università della British Columbia (Canada), dell'Istituto per gli Effetti sulla Salute di Boston, dell'Imperial College di Londra e dell'Università Brigham Young.

Gli scienziati, guidati dal professor Arden Pope, docente presso il Dipartimento di ingegneria civile, architettonica e ambientale, sono giunti a questa conclusione dopo aver condotto un approfondito studio statistico sugli effetti delle polveri sottili Pm 2.5 (ovvero particelle con diametro inferiore ai 2.5 millesimi di millimetro) in 185 Paesi di tutto il mondo. Tra i fanalini di coda troviamo Niger ed Egitto, dove le polveri sottili rosicchiano circa 2 anni di vita, mentre in India, Pakistan, Cina, Arabia Saudita e Burkina Faso si perdono tra 1 un anno e 4 mesi e 1 anno e 3 mesi di vita.

Migliore la situazione in molti Paesi occidentali, tra i quali l'Italia, la Francia, gli Stati Uniti d'America, la Germania e la Gran Bretagna, dove a causa delle polveri sottili perdiamo tra i 4 e i 5 mesi di vita. Il dato, in realtà, risulta piuttosto ottimistico rispetto a quello emerso da una recente indagine condotta da un ricercatore dell'Università di Aahrus (Danimarca), il professor Mikael Skou Andersen, che ha determinato che a un aumento di 10 microgrammi di particelle inquinanti PM2.5 in un metro cubo di aria l'aspettativa di vita media si riduce addirittura di 9/11 anni.

Il motivo per cui le polveri sottili sono così pericolose risiede nel fatto che sono minuscole e si infiltrano anche negli strati più profondi del nostro apparato respiratorio, dove possono causare una serie di gravi patologie, compreso il letale cancro ai polmoni, un big killer che in Italia uccide 80 persone al giorno solo per colpa del vizio del fumo. Ma le polveri sottili, le cui concentrazioni sono state calcolate attraverso le emissioni di traffico, centrali elettriche, incendi e altre fonti misurate in tutti e 185 Paesi coinvolti nello studio, possono anche causare ictus, infarto e altre patologie cardiovascolari, la principale causa di morte nei paesi occidentali. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Environmental Science and Technology Letters.