La sonda della NASA Voyager 2, lanciata in orbita il 20 agosto 1977, inizia ad avvicinarsi allo spazio interstellare, cioè sta per abbandonare il Sistema solare e “tuffarsi” nell'oscurità del cosmo. Non è chiaro quando questo storico passaggio verrà effettuato – sicuramente entro il 2030 -, tuttavia i suoi strumenti hanno cominciato ad “annusare” un numero superiore di raggi cosmici provenienti dallo spazio profondo. Ciò significa che lo scudo contro la radiazione interstellare offerto dall'immensa bolla magnetica che ingloba il sistema solare – l'eliosfera – è sempre più debole, proprio perché la Voyager 2 si trova ai suoi margini ed è pronta a fare il salto.

Quando accadrà, la Voyager 2 diventerà il secondo oggetto costruito dall'essere umano ad abbandonare il Sistema solare. Il primo fu la sonda gemella Voyager 1, lanciata il 5 settembre del 1977 dalla base di Cape Canaveral (Florida) su un razzo Titan IIIE. Le due sonde hanno compiuto percorsi differenti, ed è per questo che si trovano in posizioni diverse. La Voyager 1 ha superato l'eliopausa – il confine dell'eliosfera – nell'agosto del 2012, e oggi si trova a oltre 21 miliardi di chilometri dalla Terra; la Voyager 2 si è attardata di più nel Sistema solare, poiché durante l'esplorazione di Giove e Saturno la NASA si rese conto che poteva sfruttare un peculiare allineamento tra pianeti per farle sorvolare anche Urano e Nettuno. Così perse molto terreno nei confronti della “sorella”, e oggi si trova a poco meno di 18 miliardi di chilometri dal pianeta sul quale è stata costruita dagli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory.

La conferma che la Voyager 2 si sta avvicinando al confine del Sistema solare, conosciuto anche con l'affascinante nome di “Colonne d'Ercole”, è arrivata grazie ai sensori dello strumento Cosmic Ray che hanno rilevato un aumento del 5 percento nei raggi cosmici. “Stiamo assistendo a un cambiamento nell'ambiente attorno a Voyager 2, non c'è dubbio su questo”, ha dichiarato uno degli scienziati del progetto Voyager, il dottor Ed Stone del California Institute of Techonology (CALTECH) di Pasadena. “Impareremo molto nei prossimi mesi, ma non sappiamo ancora quando arriveremo all'eliopausa, non siamo ancora arrivati – è una cosa che posso dire con sicurezza”, ha aggiunto lo studioso. L'incertezza è dovuta anche al fatto che l'eliosfera ha confini mutevoli legati al ciclo undecennale del Sole, e sapere quando l'eliopausa sarà raggiunta dalla Voyager 2 potrà fornirci nuovi dettagli su questi fenomeni, potendoli confrontare con le tempestiche della Voyager 1.

Le due sonde sono famose per portare in dote i “Golden Record”, dischi d'oro che contengono una sorta di biglietto da visita dell'umanità, con saluti in tutte le lingue, canzoni, immagini e altri dettagli della Terra. La speranza è che un domani possano finire nelle mani di qualche specie extraterrestre intelligente. Curiosamente due scienziate della Bowling Green State University dell’Ohio hanno suggerito che i Golden Record potrebbero essere interpretati come minacciosi da eventuali alieni, proprio a causa della mancanza di armonia tra le varie lingue utilizzate nei saluti. Sappiamo solo che tra centinaia di migliaia di anni le sonde raggiungeranno altre galassie, e chissà se per allora verranno davvero trovate e recuperate da qualcuno. Nel 2025, tuttavia, i generatori termoelettrici a radioisotopi (Rtg) delle sonde smetteranno di funzionare, e purtroppo perderemo per sempre i contatti con loro.

[Credit: NASA]