Era il 20 agosto del 1977 quando dalla base di Cape Canaveral, in Florida, la NASA lanciò nello spazio con un razzo Titan III la sonda Voyager 2, uno strumento che avrebbe dovuto studiare il Sistema solare per circa un quadriennio e che oggi, assieme alla gemella Voyager 1, rappresenta l'oggetto concepito dall'uomo più distante dal nostro pianeta. Il record spetta proprio a Voyager 1, partita dal medesimo sito di lancio della sonda sorella il 5 settembre 1977 e che per una scelta operativa ha superato per prima le cosiddette Colonne d'Ercole. Dal settembre 2013 è infatti uscita dal Sistema solare proiettandosi nello spazio profondo, e ora si trova a ben 21 miliardi di chilometri da “casa”. Voyager 2 è invece a 17 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra e nei prossimi anni compirà anch'essa il salto nello spazio interstellare.

L'aspetto straordinario della loro vita operativa risiede nel fatto che a 40 anni dal lancio continuino a inviarci flebili informazioni dai loro vetusti sistemi, così datati che la NASA, per gestirli, mantiene in attività degli anziani ingegneri che conoscono i software concepiti per dialogare con le sonde. In base alle stime fatte dall'agenzia aerospaziale americana, gli ultimi strumenti in vita (altri sono stati spenti per risparmiare le batterie al plutonio 238) continueranno a trasmettere almeno fino al 2020, o, nel migliore delle ipotesi, fino al 2025, per poi spegnersi per sempre e lasciare le sonde al proprio misterioso destino, nel cuore della Via Lattea. Si stima che nel giro di alcune decine di migliaia di anni Voyager 2 si “avvicinerà” alla brillante stella Sirio.

La custodia dei dischi d’oro inseriti nelle due sonde Voyager
in foto: La custodia dei dischi d’oro inseriti nelle due sonde Voyager

La lunga permanenza nel Sistema solare ha permesso di raccogliere informazioni inedite su Giove e Saturno, e per quanto concerne Voyager 2 anche di Urano e Nettuno, dei quali la maggior parte dei dati deriva proprio dal programma Voyager. Il pionieristico viaggio delle sonde è reso ancor più affascinante dal fatto che a bordo, per volontà del compianto astronomo Carl Sagan, sono inseriti due dischi d'oro contenenti file con musica, suoni e immagini provenienti dal nostro pianeta, nella speranza che un giorno possano essere raccolti da una forma di vita intelligente. Per celebrare il quarantesimo anniversario dal lancio delle sonde, il prossimo 5 settembre la NASA terrà una cerimonia al National Air and Space Museum di Washington.

[Immagini di JPL/NASA]