A 37 anni dallo spegnimento, alcuni motori della sonda Voyager 1 – la più lontana di tutte – sono stati riattivati dagli ingegneri della NASA per non perdere i contatti, dopo l'invio di un segnale nello spazio a 21 miliardi di chilometri dalla Terra. A causa dell'enorme distanza, gli scienziati hanno dovuto attendere quasi 20 ore per conoscere l'esito del test di accensione, ma la vecchissima sonda, lanciata in orbita il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral, non ha deluso le aspettative. La risposta ricevuta sui vetusti software per manovrare la sonda, che ha scatenato l'immancabile scroscio di applausi in sala, permetterà di prolungare la vita di Voyager 1 oltre il 2020.

Ma perché questi motori erano spenti? E come mai sono stati riattivati solo adesso? Procediamo con ordine. La Voyager 1, lanciata alcuni giorni dopo la gemella Voyager 2, è l'unico oggetto costruito dall'uomo che ha oltrepassato le Colonne d'Ercole, cioè si trova al di là del Sistema solare, nello spazio interstellare, che ha raggiunto il 13 settembre 2013. Per conquistare questo traguardo ha attraversato il nostro sistema per decenni, ma prima di uscirvi ha “fatto visita” ad alcuni pianeti, come Giove e Saturno. L'ultimo salutato fu proprio il ‘Signore degli anelli' l'8 novembre 1980, esattamente 37 anni fa. Per compiere le manovre di analisi, oltre ai propulsori standard (attitude control thrusters), la sonda ebbe bisogno del supporto di motori supplementari, i TCM (trajectory correction maneuver), quelli spenti da allora e riattivati solo adesso.

L'idea di accenderli è nata perché quelli standard, che mantengono l'antenna di Voyager 1 rivolta verso la Terra permettendoci di comunicare con essa, hanno cominciato a dare segni di cedimento, rischiando di far saltare questa “connessione”. Per questo motivo gli ingegneri hanno pensato di riattivare i propulsori di supporto, con la speranza di poterli impiegare per il nuovo scopo. L'esito positivo del test, come specificato, permetterà di prolungare la vita della sonda di alcuni anni, che così potrà continuare ad inviarci dati dallo spazio interstellare. La NASA spera di poter eseguire la stessa procedura con Voyager 2, che pur essendo stata lanciata per prima si trova molto più vicina alla Terra rispetto alla sorella, a circa 13 miliardi di chilometri dalla Terra.

[Credits: NASA/JPL-Caltech]