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in foto: Credit: mtanembaum

Gli orsi polari (Ursus maritimus) che vivono nell'Artico stanno aumentando di numero, facendo crescere la popolazione e di conseguenza le probabilità di sopravvivenza della specie, che è minacciata di estinzione soprattutto a causa dei cambiamenti climatici. I plantigradi non a caso sono classificati con codice VU (vulnerabili) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Speranze. L'ottima notizia è stata diffusa dal dottor Vyacheslav Rozhnov, direttore dell'Istituto Severtsov per l'Ecologia e l'Evoluzione. “Osserviamo che la popolazione non solo è stabile, ma è addirittura in accrescimento. Questo è ciò che dicono gli esperti: possiamo vedere gli orsi più spesso e quindi supponiamo che la popolazione stia crescendo”, ha dichiarato lo studioso all'agenzia di stampa russa Tass. Rozhnov, che fa parte anche della task force di esperti creata per esprimersi sulla liberazione di beluga e orche imprigionate illegalmente nella baia di Srednyaya, ha sottolineato che i ricercatori dovrebbero concentrarsi su metodi in grado di determinare il numero esatto degli orsi polari, magari attraverso le immagini satellitari. Lo studioso ha aggiunto che la responsabilità della conservazione di questi magnifici animali è anche delle imprese che lavorano a contatto col loro habitat naturale.

In salute. Benché gli orsi polari siano tra gli animali più minacciati dai cambiamenti climatici, come dimostrano le immagini dei 52 esemplari affamati che hanno invaso alcune città dell’arcipelago russo di Novaya Zemlya nei pressi del Circolo Polare Artico, alcune popolazioni godono di buona salute e sono piuttosto numerose. Recentemente un team di ricerca del Marine Mammals Management e dello U.S. Geological Survey ha scoperto una florida popolazione di ben tremila esemplari nella zona del Mare dei Ciukci, al confine tra l'Alaska occidentale (Stati Uniti) e la regione siberiana di Chukota (Russia). La speranza degli scienziati è che queste popolazioni riescano resistere agli effetti drammatici del riscaldamento globale, che distrugge il loro habitat costringendo gli orsi a nuotate estenuanti per raggiungere il cibo (foche) e partner con cui riprodursi. Molti muoiono di fame e stenti durante le stagioni più dure.