Tra i sintomi più comuni dell'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2 (la COVID-19) figurano la perdita e l'alterazione dell'olfatto, condizioni tecnicamente conosciute col nome di anosmia e parosmia. Spesso possono durare diversi mesi. Per gli scienziati si tratta di manifestazioni neurologiche, legate al fatto che il patogeno pandemico è in grado di aggredire le cellule nervose del nervo/bulbo olfattivo; non a caso, a differenza di chi non riesce a sentire gli odori a causa di un semplice raffreddore, i pazienti Covid respirano perfettamente dal naso, proprio perché non risulta “chiuso”. Per via del numero enorme di pazienti che sta sviluppando anosmia e parosmia, la richiesta di trattamenti specifici è aumentata esponenzialmente da quando è scoppiata la pandemia. In molti casi vengono somministrati corticosteroidi, ma un nuovo studio ha dimostrato che non risultano efficaci e dunque non andrebbero prescritti, anche in virtù dei significativi effetti collaterali che possono innescare.

A determinare che i farmaci corticosteroidi non aiutano contro la perdita e l'alterazione dell'olfatto dovute dalla COVID-19 è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati delle Cliniche Universitarie Saint ‐ Luc di Bruxelles (Belgio), dell'Università Cattolica di Lovanio e dell'Università dell'East Anglia, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Otorinolaringoiatria dell'Università Biruni di Istanbul (Turchia), dell'Ospedale regionale dello Jutland occidentale di Holstebro (Danimarca), della Clinica ORL Asst ‐ Settelaghi ‐ Università delle Insubriae di Varese e di numerosi altri centri sparsi per il mondo. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Caroline Huart dell'ateneo belga, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto un'approfondita revisione sistematica basata sull'evidenza per verificare se effettivamente i farmaci corticosteroidi fossero in grado di aiutare i pazienti Covid a recuperare l'olfatto perduto.

Incrociando tutti i dati, la professoressa Huart e i colleghi hanno dimostrato che le prove a sostegno del supporto fornito dai corticosteroidi nel trattamento dell'anosmia e della parosmia sono deboli, pertanto ritengono che non debbano essere somministrati. “Abbiamo riscontrato che ci sono pochissime prove che i corticosteroidi aiutino con la perdita dell'olfatto. E poiché hanno ben noti potenziali effetti collaterali negativi, il nostro consiglio è che non dovrebbero essere prescritti come trattamento per la perdita dell'olfatto post-virale”, ha dichiarato in un comunicato stampa il coautore dello studio Carl Philpott, esperto di olfatto e docente presso la Norwich Medical School dell'Università dell'East Anglia. Lo scienziato sottolinea che circa un paziente su cinque fra coloro che perdono l'olfatto per COVID-19 non lo recupera a otto settimane dal contagio e, considerando la notevole diffusione del virus, c'è una richiesta enorme di trattamenti terapeutici. “I corticosteroidi sono una classe di farmaci che riducono l'infiammazione nel corpo. I medici spesso li prescrivono per aiutare a trattare condizioni come l'asma e sono stati considerati un'opzione terapeutica per la perdita dell'olfatto causata dalla COVID-19. Tuttavia hanno ben noti potenziali effetti collaterali tra cui ritenzione di liquidi, ipertensione e problemi con sbalzi d'umore e comportamento”, spiega il professor Philpott.

Alla luce di queste premesse, della scarsa evidenza scientifica sull'utilità dei corticosteroidi e per il fatto che la stragrande maggioranza dei pazienti (90 percento) che perde l'olfatto lo recupera entro 6 mesi dal contagio, la raccomandazione è quella di evitare questi farmaci e di rivolgersi invece all'allenamento per l'olfatto, una vera e propria “fisioterapia” per il naso. “Sappiamo che l'allenamento dell'olfatto potrebbe essere utile. Ciò comporta l'annusare almeno quattro diversi odori due volte al giorno ogni giorno per diversi mesi. È considerata come un'opzione di trattamento economica, semplice e senza effetti collaterali per diverse cause di perdita dell'olfatto, compresa la COVID-19”, ha spiegato il professor Philpott. “Ha lo scopo di aiutare il recupero basato sulla neuroplasticità – la capacità del cervello di riorganizzarsi per compensare un cambiamento o una lesione”, ha concluso l'esperto. I dettagli della ricerca “Systemic corticosteroids in coronavirus disease 2019 (COVID‐19)‐related smell dysfunction: an international view” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata International Forum of Allergy & Rhinology.