La perdita dell'olfatto (anosmia) è un sintomo altamente specifico della COVID-19, l'infezione causata dal coronavirus SARS-CoV-2, tanto che alcuni scienziati ritengono debba essere usata come criterio per determinare l'auto-isolamento di chi la sperimenta, oltre che per avviare procedure di controllo come tampone rino-faringeo e tracciamento dei contatti. Durante questa pandemia, infatti, ben l'80 percento dei casi di perdita improvvisa dell'olfatto sarebbe provocata dal patogeno emerso in Cina. In altri termini, 4 persone su 5 che sperimentano anosmia sarebbero state infettate dal virus.

A dimostrare questo dato è stato un team di ricerca britannico composto da scienziati dello UCL Centre for Obesity Research e del Dipartimento di Scienze Statistiche dello University College di Londra. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Rachel L. Batterham, docente presso la Divisione di Medicina dell'ateneo londinese, hanno reclutato circa 600 pazienti tra il 23 aprile e il 14 maggio 2020; avevano un'età media di 39,4 anni e il 69,1 percento era donna. Si erano tutti fatti visitare per questa condizione e sono stati contattati dagli scienziati per partecipare all'indagine. Hanno risposto a un questionario sui sintomi sperimentati (oltre alla perdita dell'olfatto, se presenti) e sono stati sottoposti sia a tampone rino-faringeo che a test sierologico per individuare gli anticorpi, immunoglobuline IgM (infezione recente) che IgG (anticorpi neutralizzanti legati a un infezione avvenuta da qualche tempo).

Incrociando tutti i dati sono emerse statistiche significative. Ben il 77,6 percento dei pazienti con anosmia aveva sviluppato anticorpi contro il coronavirus SARS-CoV-2. Fra essi, il 39,8 percento aveva sviluppato la perdita dell'olfatto come unico sintomo dell'infezione; non manifestava dunque febbre, tosse, problemi respiratori, mal di gola o altre condizioni. Ciò evidenzia l'alta specificità di questo sintomo. “Ci sono già diverse pubblicazioni e report che indicano perdita di gusto/olfatto senza altri sintomi come un buon predittore di Covid-19. È ormai un sintomo conclamato che si manifesta anche senza mal di gola, febbre e altri disturbi, perciò, visto che la perdita di olfatto repentina di per sé è un evento raro, nel contesto della pandemia le probabilità che se si perde l'olfatto sia covid sono alte”, ha dichiarato all'ANSA la dottoressa Anna D'Errico, ricercatrice esperta olfatto presso l'Università Goethe di Francoforte.

“Mentre ci avviciniamo a una seconda ondata di infezioni, il riconoscimento precoce dei sintomi della COVID-19 da parte delle persone insieme al rapido auto-isolamento e ai test saranno di vitale importanza per limitare la diffusione della malattia”, ha dichiarato la dottoressa Batterham in un comunicato stampa. “La perdita acuta dell'olfatto deve essere considerata globalmente come un criterio di auto-isolamento, test e tracciamento dei contatti. I nostri risultati suggeriscono che un messaggio chiave per la salute pubblica è che le persone che notano una perdita nella loro capacità di annusare gli odori domestici quotidiani come aglio, cipolla, caffè e profumi dovrebbero auto-isolarsi e sottoporsi a test PCR”, ha aggiunto la scienziata. I dettagli della ricerca “Seroprevalence of SARS-CoV-2 antibodies in people with an acute loss in their sense of smell and/or taste in a community-based population in London, UK: An observational cohort study” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica PloS Medicine.