Si sarebbe dovuta distaccare alle 22:33 in punto (ora italiana) di mercoledì 27 maggio per poggiare una nuova pietra miliare nella storia dell'esplorazione spaziale. Il razzo lanciatore Falcon 9 di SpaceX non è però partito dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, a causa delle condizioni meteo sfavorevoli. Doveva essere la prima volta che una compagnia aerospaziale privata inviava uomini "fra le stelle", segnando l'inizio di una nuova era spaziale. Il meteo troppo incerto, che già aveva messo in dubbio il lancio, ha però spinto SpaceX e NASA a rimandare il tutto al prossimo 30 maggio.

D'altronde il lancio è stato in bilico per diverse ore proprio a causa del maltempo, che già aveva lasciato intendere la possibilità di annullare tutto. È proprio la tipologia di missione e le caratteristiche della capsula a necessitare condizioni meteo particolarmente favorevoli: a causa del suo sistema di emergenza, che prevede di poter sganciare la Crew Dragon durante la fase di decollo in caso di problemi, la zona di possibile rientro di emergenza si estende per un enorme tratto dell'Oceano Atlantico, dalla costa Est degli USA fino alle coste nord dell'Irlanda. Per questo motivo in oltre 50 punti del mare deve esserci un meteo favorevole.

Sarebbe stato un lancio storico

Peccato, perché il lancio sarebbe stato storico: da una parte la riconquista dell'autonomia spaziale degli Stati Uniti, che dalla chiusura del Programma Space Shuttle (nel 2011) hanno dovuto “affittare” le navette russe Soyuz per portare in orbita i propri uomini; dall'altra il pieno coinvolgimento di una compagnia aerospaziale privata nell'invio di astronauti nello spazio, per la prima volta nella storia. Fino a qualche anno fa un simile scenario era pura utopia, dato che lo spazio era sempre stato appannaggio di agenzie governative e militari, a causa dei costi proibitivi delle missioni ma anche per questioni di supremazia tecnologica. Ma SpaceX è ormai coinvolta da anni nel lancio di satelliti, ed era solo questione di tempo prima che riuscisse a trasportare anche il primo equipaggio umano; del resto, quando fu fondata nel 2002 dal magnate sudafricano naturalizzato americano Elon Musk, l'obiettivo era gettare le basi per i voli umani verso Marte. Il lancio di oggi doveva rappresenta una tappa fondamentale.

La prossima data di lancio

A questo punto è tutto rimandato alla data di lancio scelta come piano B, in realtà non troppo in là con il tempo. Si parla del 30 maggio, quando i due astronauti torneranno a Cape Canaveral per ritentare il decollo e avviare nuovamente la missione Demo-2. Anche in quel caso il meteo giocherà un ruolo fondamentale e si spera consentirà all'equipaggio di decollare alla volta della Stazione Spaziale Internazionale. Insomma, per riscrivere la storia bisognerà aspettare ancora qualche giorno.