Alle 21:22 in punto (ora italiana) di sabato 30 maggio è stata poggiata una nuova pietra miliare nella storia dell'esplorazione spaziale. Il razzo lanciatore Falcon 9 di SpaceX si è regolarmente sganciato dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, proiettando verso lo spazio i due esperti astronauti della NASA Robert Behnken e Doug Hurley, rispettivamente di 49 e 53 anni. I due sono ospitati a bordo della capsula Crew Dragon, che si è sganciata dal razzo 12 minuti dopo le classiche fasi di separazione degli stadi.

È la prima volta che una compagnia aerospaziale privata invia uomini "fra le stelle", segnando l'inizio di una nuova era spaziale. Il lancio è stato eseguito nonostante ci fosse l'incognita del maltempo, col 50% delle probabilità di annullamento della missione (successivamente scese al 30 percento per l'assenza di fulmini). È stato proprio il meteo avverso a far cancellare la prima finestra di lancio, prevista per mercoledì 27 maggio.

Come guardare il razzo dall'Italia

Il viaggio della navetta può essere seguito in diretta streaming sulle pagine dei social e sul canale YouTube della NASA o su quello di SpaceX. Durante l'entrata in atmosfera il razzo è stato visibile anche dall'Italia, come un puntino luminoso che sfrecciava molto in alto nel cielo, da Nord-Ovest a Nord-Est. Per molti che hanno provato non è stato possibile individuarlo nel firmamento, a causa delle nuvole.

Un lancio impresso nella storia

Con questo storico lancio sono stati raggiunti due traguardi importantissimi: da una parte la riconquista dell'autonomia spaziale degli Stati Uniti, che dalla chiusura del Programma Space Shuttle (nel 2011) hanno dovuto “affittare” le navette russe Sojuz per portare in orbita i propri uomini; dall'altra il pieno coinvolgimento di una compagnia aerospaziale privata nell'invio di astronauti nello spazio, per la prima volta nella storia.

Fino a qualche anno fa un simile scenario era pura utopia, dato che lo spazio era sempre stato appannaggio di agenzie governative e militari, a causa dei costi proibitivi delle missioni ma anche per questioni di supremazia tecnologica. SpaceX, tuttavia, è ormai coinvolta da anni nel lancio di satelliti e altro materiale verso la Stazione Spaziale Internazionale; era solo questione di tempo prima che riuscisse a trasportare anche il primo equipaggio umano. Del resto, quando fu fondata nel 2002 dal magnate sudafricano naturalizzato americano Elon Musk, l'obiettivo era gettare le basi per i voli umani verso Marte. Il lancio di oggi ne rappresenta in fondo una tappa fondamentale, prima della (ri)conquista della Luna nel 2024.

A permettere questo risultato è stato innanzitutto il versatile razzo lanciatore Falcon 9 di SpaceX, già entrato nella storia per essere il primo a garantire il rientro sulla Terra dello stadio iniziale, con un enorme risparmio economico. La spettacolare manovra è stata eseguita correttamente anche durante questo storico lancio, accompagnata dai commenti entusiasti degli speaker  della NASA e da scroscianti applausi al centro di comando.

La vera protagonista della missione, chiamata Demo 2, è tuttavia la navetta Crew Dragon, dove sono ospitati Behnken e Hurley. La spinta dei motori del Falcon 9 ha permesso alla capsula di superare l'attrazione gravitazionale terrestre e posizionarsi nella giusta traiettoria, in direzione della Stazione Spaziale Internazionale, dove attraccherà dopo un volo di ben 19 ore. Sono trascorsi 9 anni dall'ultimo attracco di un veicolo partito dal territorio americano. Se tutto andrà secondo i piani, la Crew Dragon si aggancerà al laboratorio orbitante alle 16:29 ora italiana di domenica 31 maggio.

La Crew Dragon è stata commissionata a SpaceX direttamente dalla NASA, che dopo aver mandato in pensione il Programma Space Shuttle – a causa dei costi esorbitanti e del disastro del Columbia – ha deciso di rivedere il proprio approccio alle missioni spaziali, coinvolgendo anche intraprendenti aziende private. La NASA ha ingaggiato per un analogo progetto anche la Boeing, che tuttavia è rimasta indietro con la propria capsula Starliner, a causa di alcuni problemi con il software. Questo ritardo ha spianato la strada a Elon Musk e alla sua SpaceX, il cuore del pionieristico lancio di oggi.