Come qualunque altro farmaco, anche i vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2 presentano degli effetti collaterali, che nella stragrande maggioranza dei casi sono lievi e temporanei (spariscono nel giro di 24-48 ore). Altrimenti non avrebbero ottenuto l'approvazione per l'uso di emergenza da parte delle autorità regolatorie come la Food and Drug Administration (FDA) americana, l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e l'Agenzia italiana del Farmaco (AIFA). Alcuni dei sintomi generati, inoltre, stanno lì a dimostrare che il vaccino sta facendo il proprio dovere, ovvero innescare la generazione di anticorpi neutralizzanti e altre "armi" per combattere l'antigene, nello specifico la proteina S o Spike del coronavirus SARS-CoV-2. Naturalmente la farmacovigilanza è fondamentale col prosieguo della campagna vaccinale, ed è proprio grazie ad essa che sono stati identificati i rarissimi casi di trombosi associati al vaccino di AstraZeneca. Ora un nuovo studio ha dimostrato che il vaccino a RNA messaggero mRNA-1273 (o CX-024414) messo a punto da Moderna Inc. e NIAID determina un numero maggiore di effetti collaterali rispetto all'altro vaccino basato sulla medesima tecnologia, il BNT162b2/Tozinameran sviluppato dal colosso farmaceutico Pfizer in collaborazione con l'azienda di biotecnologie tedesca BioNtech.

I sintomi più diffusi

A determinare che il vaccino anti COVID di Moderna ha maggiori probabilità di innescare effetti collaterali rispetto al “congenere” di Pfizer sono state le tre scienziate americane Johanna Chapin-Bardales, Julianne Gee e Tanya Myers, del CDC COVID-19 Response Team di Atlanta (Georgia). Le ricercatrici sono giunte alle loro conclusioni dopo aver analizzato statisticamente i dati del programma “v-safe” istituito dai Centers for Disease Control and Prevention (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie – CDC). Si tratta di un nuovo sistema di sorveglianza nato per agevolare il monitoraggio rapido dei vaccini anti COVID e permettere la raccolta dati quasi in tempo reale in tutti gli Stati Uniti. Alla data del 21 febbraio 2021, oltre 3.600.000 di americani che avevano ricevuto la prima dose di vaccino anti COVID avevano segnalato gli effetti collaterali sperimentati al sistema v-safe. Circa il 70 percento delle persone cui era stato inoculato il vaccino ha dichiarato di aver sperimentato sintomi al sito dell'infezione, come dolore, gonfiore e arrossamento, mentre il 35 percento ha sperimentato sintomi più generalizzati, come affaticamento e brividi.

L’elenco degli effetti collaterali dei due vaccini
in foto: L’elenco degli effetti collaterali dei due vaccini

Moderna innesca più effetti collaterali

Incrociando tutti i dati è emerso che le persone vaccinate con l'mRNA-1273 di Moderna-NIAID avevano maggiori probabilità di sperimentare uno o più di questi effetti collaterali, soprattutto dopo la seconda iniezione. Come indicato nel rapporto del CDC COVID-19 Response Team, il 73 percento dei vaccinati con Moderna ha sperimentato effetti collaterali al sito dell'iniezione, contro il 65 percento dei vaccinati con Pfizer-BionTech, mentre i sintomi generalizzati sono stati sperimentati dal 51 percento dei primi contro il 48 percento dei secondi. Questi i dati relativi alla prima iniezione. Tra le circa 1,5 milioni di persone che hanno ricevuto entrambe le dosi, si è osservata un'incidenza ancora maggiore delle reazioni in chi ha ricevuto il vaccino di Moderna. Sintomi al sito dell'iniezione sono stati rilevati dall'82 percento dei vaccinati con la doppia dose di Moderna rispetto al 69 percento dei vaccinati con Pfizer; mentre gli effetti generalizzati sono stati rilevati dal 74 percento dei primi contro il 64 percento dei secondi. Dai trial clinici era emerso che il dolore/gonfiore al sito dell'iniezione era stato osservato nell'84 percento dei vaccinati con Pfizer e nel 92 percento dei vaccinati con Moderna, mentre l'affaticamento era stato osservato nel 65 percento dei vaccinati sia con Pfizer e Moderna. A essere interessati dagli effetti collaterali sono soprattutto i giovani e le donne, che hanno notoriamente un sistema immunitario più reattivo.

La maggiore reattogenicità del vaccino anti COVID di Moderna, assolutamente sicuro ed efficace come lo Pfizer, potrebbe essere legata alle differenze negli eccipienti, sebbene per entrambi gli esperti ritengano che il principale “motore” degli effetti collaterali siano le nanoparticelle lipidiche, nelle quali viene custodito il filamento di RNA con l'informazione genetica della proteina S. I dettagli della ricerca “Reactogenicity Following Receipt of mRNA-Based COVID-19 Vaccines” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica JAMA Insights.