Il numero dei contagiati e delle vittime causati dal nuovo, misterioso virus recentemente emerso in Cina continua ad aumentare giorno dopo giorno, e con esso la preoccupazione di una possibile diffusione incontrollata nel resto del mondo. Il virus, classificato dalle autorità sanitarie col nome tecnico di 2019-nCoV, fa parte del diffuso genere dei coronavirus, patogeni che osservati al microscopio presentano una caratteristica forma di corona. Di questo gruppo fanno parte i virus responsabili del comune raffreddore, ma anche quelli delle temibili SARS (Severe acute respiratory syndrome) e MERS (Middle East Respiratory Syndrome). Il primo ha provocato circa settecento morti – concentrati soprattutto in Cina e Hong Kong – all'inizio del nuovo millennio, il secondo ha invece ucciso quasi trecento persone solo in Arabia Saudita, tra il 2012 e il 2014. Proprio la somiglianza con questi patogeni (tecnicamente sono tutti e tre Betacoronavirus) e in particolar modo con quello della SARS è alla base della preoccupazione sul nuovo 2019-nCoV.

Nuovo virus e SARS: le somiglianze

Ma quanto è effettivamente simile il nuovo virus a quello della SARS? In base alla mappa genetica avviata a dicembre del 2019 e conclusasi all'inizio del 2020, la somiglia è notevole. La sequenza depositata presso la GenBank, banca dati internazionale dei profili genetici, indica che i due coronavirus hanno in comune l'80 percento dei geni. Il dato, tuttavia, non significa affatto che il nuovo virus presenti la stessa pericolosità della SARS. Basti pensare che tra l'uomo e il gorilla c'è una differenza genetica del 2 percento circa, dunque non si tratta un parametro in grado di definire con precisione le caratteristiche del nuovo patogeno. Benché condividano gli stessi sintomi, dalla febbre alta al mal di testa, passando per la spossatezza e problemi respiratori più o meno gravi, quelli causati dal nuovo coronavirus sembrano infatti mediamente molto meno violenti. “È difficile confrontare questa malattia con la SARS. È lieve. Le condizioni polmonari non sono le stesse della SARS”, ha dichiarato il dottor Zhong Nanshan, scienziato della Commissione Nazionale Sanitaria Cinese a capo della task force messa in campo da Pechino per contrastare il 2019-nCoV. Insomma, il nuovo virus può uccidere e si trasmette da uomo a uomo, ma la sua letalità sembrerebbe essere inferiore a quella della SARS, stimata nel 10 percento (quella della MERS è più alta, fino al 30 percento).

Nonostante queste informazioni in qualche modo “rassicuranti”, giorno dopo giorno continua a salire il bilancio delle persone contagiate, ed è in aumento anche il numero dei decessi. Il governo di Pechino nell'ultimo bollettino ha infatti confermato oltre 400 contagi e nove morti. Casi di pazienti colpiti dal 2019-nCoV si stanno registrando anche al di fuori della Cina, in particolar modo in Paesi asiatici come Giappone, Thailandia e Corea del Sud, ma è stato accertato anche un caso negli Stati Uniti e uno potenziale in Australia. Il rischio principale è che questo virus possa diffondersi anche nel resto del mondo soprattutto a causa dell'imminente Capodanno lunare cinese, che spingerà milioni di persone a viaggiare da e per la Cina. Al momento tale rischio è considerato moderato, ma è un “passo in avanti” rispetto al rischio basso di pochi giorni fa; il cambio si è reso necessario dopo la conferma della possibilità di trasmissione da uomo a uomo.

Mercoledì 22 aprile si terrà una riunione d'emergenza dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per stabilire se la nuova infezione rappresenti o meno una “emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”, e sulla base della decisione saranno prese le necessarie contromisure. Al momento sono state avviate procedure per controllare la temperatura dei viaggiatori negli aeroporti internazionali, in particolar modo quelli collegati con Wuhan, la città industriale della provincia di Hubei nel cui mercato di animali vivi è stato registrato il focolaio da cui è partita l'infezione, dove ci sarebbe stato il salto di specie da animale a uomo. Proprio tra i visitatori del mercato si concentra il maggior numero di contagiati dal virus. Ecco una lista di consigli per proteggersi nel caso in cui ci si dovesse recare in Cina per vacanza o lavoro nei prossimi giorni.