Cresce l'apprensione per la misteriosa polmonite causata da un nuovo coronavirus identificato in Cina, soprattutto dopo la conferma dei primi casi di trasmissione interumana da parte delle autorità di Pechino. Il dottor Zhong Nanshan, leader della squadra di specialisti respiratori creata per fronteggiare la diffusione malattia, ha infatti annunciato che due pazienti della provincia di Guandong sono stati contagiati a causa del contatto diretto con i parenti malati. La situazione è in rapida evoluzione, e poiché si sa ancora molto poco del virus responsabile (il cui nome tecnico è 2019-nCoV) la preoccupazione è altissima per l'imminente Capodanno lunare cinese, che dal 25 gennaio darà l'inizio all'anno del Topo e a festeggiamenti che coinvolgeranno milioni di viaggiatori. Si tratta dell'evento alla base della più grande migrazione umana del pianeta. Il rischio è che la patologia possa varcare i confini asiatici – i primi contagiati sono stati già registrati in Corea del Sud, Thailandia e Giappone – e arrivare fino nell'Unione Europea e in Italia. Al momento il rischio è considerato basso, ma non si esclude affatto. Dunque cosa si può fare per proteggersi dal virus, nel caso in cui ci si dovesse recare in Cina per lavoro o per vacanza?

Il primo consiglio per evitare qualunque tipo di rischio arriva dal Ministero della Salute, che raccomanda di posticipare i viaggi non necessari. In particolar modo si fa riferimento alla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, nel cui mercato di animali vivi è stato identificato il focolaio dal quale il virus ha fatto il salto di specie all'uomo; al momento non si sa quale sia stato il vettore principale, se un mammifero, un uccello o un altro animale (il mercato di Wuhan è principalmente del pesce), poiché i coronavirus hanno molteplici serbatoi.

Nel caso in cui non fosse possibile posticipare il proprio viaggio, il Ministero della Salute ha stilato un elenco di consigli per ridurre al minimo il rischio di contagio. Per prima cosa, per limitare l'esposizione e la trasmissione delle malattie respiratorie (compresa quella di recente scoperta) risulta fondamentale l'igiene della mani; lavarsi spesso con acqua e sapone, sostanze alcoliche o prodotti specifici è la prima arma per abbattere il rischio. Lo ha sottolineato anche il dottor Giovanni Rezza, responsabile delle malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità. Un'altra raccomandazione del Ministero della Salute è quella di starnutire e tossire “con il gomito flesso” o in un fazzoletto, che va immediatamente gettato in un cestino chiuso. Subito dopo vanno lavate molto bene le mani.

Indossare una mascherina – lo suggerisce anche il dottor Rezza – è un altro baluardo contro il rischio di contagio, così come l'evitare i luoghi particolarmente affollati, in particolar modo quelli in cui si vendono prodotti animali freschi e animali vivi, una pratica piuttosto diffusa in Cina. È proprio alla luce del frequente contatto con gli animali che nuove malattie – come la SARS e la MERS – emergono più facilmente nei Paesi del Sud Est asiatico, come specificato dal virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco. Da evitare anche il consumo di carne cruda o poco cotta, così come quello di bevande non imbottigliate e di frutta e verdura non lavate.

Quali sono i sintomi sospetti

Laddove possibile andrebbe evitato anche il contatto diretto con persone che presentano sintomi respiratori come tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie. Qualora si dovessero sperimentare questi sintomi, il Ministero della Salute invita a rivolgersi immediatamente al personale sanitario. Il contagio interumano al momento sembra molto limitato e sarebbe avvenuto soltanto tra parenti a strettissimo contatto, dunque la trasmissione non sarebbe efficace come quella della comune influenza; ciò dovrebbe limitare la diffusione della patologia. Ma come dichiarato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che presto presiederà una riunione d'emergenza per far fronte alla situazione, c'è ancora moltissimo da capire di questa nuova malattia. I casi accertati di persone contagiate al momento sono poco più di 200, ma secondo una stima dell'Imperial College di Londra sarebbero circa 1.700. Al momento i decessi confermati sono quattro, ma ci sono diverse persone ricoverate in condizioni critiche, tra le quali un giovane britannico in Thailandia, che sembra abbia contratto proprio il nuovo virus. Come indicato, il rischio che la patologia possa arrivare anche da noi esiste, ma al momento non c'è alcun allarme specifico; negli aeroporti ci si sta attrezzando al meglio per far fronte a qualunque evenienza.