La COVID-19, l'infezione causata dal coronavirus SARS-CoV-2, è una malattia nuova e gli scienziati devono ancora comprenderne appieno le esatte conseguenze, in particolar modo quelle a lungo termine. Col passare dei mesi sono diversi i sintomi peculiari individuati dagli scienziati; dalla perdita dell'olfatto (anosmia) all'alterazione del gusto (disgeusia), passando per manifestazioni dermatologiche, delirio, peggioramento dell'acufene e molti altri ancora. Una delle condizioni oggetto di studio è la cosiddetta “sindrome del COVID lungo” o Long COVID, nella quale gli strascichi dell'infezione possono durare anche per alcuni mesi, come dimostra lo studio britannico “Attributes and predictors of Long-COVID: analysis of COVID cases and their symptoms collected by the Covid Symptoms Study App”. Una delle possibili manifestazioni legate alla Long COVID è una consistente perdita di capelli, rilevata in circa un terzo dei pazienti.

A descrivere nel dettaglio questa condizione è stata la professoressa Bianca Maria Piraccini, che dirige la Scuola di Specializzazione di Dermatologia e Venereologia presso l'Università degli studi di Bologna “Alma Mater Studiorum”. La scienziata è intervenuta in seno al 94esimo Congresso della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), tenutosi online tra il 3 e il 6 novembre proprio a causa dell'emergenza coronavirus. “Più del 30% delle persone che contraggono l'infezione da Covid-19 riporta una copiosa caduta di capelli, abbondante, fatta di intere ciocche perse. E questo sul piano psicologico aggrava le conseguenze del Coronavirus”, ha sottolineato la specialista di dermatologia e tricologia. Nello specifico, i pazienti perderebbero dai 100 ai 200 capelli al giorno, una condizione legata al cosiddetto “telogen effluvium acuto”, la forma di alopecia più diffusa dopo quella androgenetica.

La perdita dei capelli sarebbe una risposta al trauma subito, e non a caso riguarda principalmente pazienti che hanno sperimentato una malattia pesante, nella quale hanno sofferto di scarsa ossigenazione, sono stati costretti a letto per lungo periodo e sono stati sottoposti a una terapia farmacologica significativa. Nella stragrande maggioranza dei casi, ha spiegato l'esperta, questa perdita dei capelli si verifica a 2/3 mesi dalla guarigione, ma fortunatamente si tratta di una perdita transitoria. Il sintomo è stato rilevato anche da un sondaggio condotto questa estate negli Stati Uniti, nel quale tra i 1.500 partecipanti (tutte persone guarite dall'infezione) in circa 450 hanno dichiarato di aver osservato una perdita anomala di capelli.

“Le prime segnalazioni risalgono a giugno 2020 e sono arrivate da tutto il mondo. In Italia, a Bologna, abbiamo quindi creato una task force, guidata dalla dott.ssa Michela Starace, che sta coordinando gli scienziati di tutto il mondo per registrare tutti i casi di caduta di capelli dopo l'infezione da COVID-19 e trovare una spiegazione”, ha spiegato la dottoressa Piraccini. Per contrastare questa caduta gli esperti consigliano cortisonici e integratori con antiossidanti, ma va fatta anche attenzione al lavaggio, che deve essere accurato ma delicato. Al momento non ci sono studi revisionati fra pari dedicati alla caduta dei capelli legata alla COVID-19, e gli scienziati stanno ancora raccogliendo i dati per comprendere appieno la portata del fenomeno.