Alla data odierna, mercoledì 13 gennaio, sulla base della mappa interattiva messa a punto dagli scienziati dell'Università Johns Hopkins, il coronavirus SARS-CoV-2 ha contagiato in tutto il mondo (ufficialmente) oltre 91,7 milioni di persone, provocando circa 2 milioni di decessi. Solo in Italia si registrano 2,3 milioni di contagi e 80mila vittime. Sono numeri drammatici e in costante aumento, che continueranno a crescere fino a quando la campagna vaccinale globale non sortirà gli effetti sperati. Ma tutti gli esperti sono concordi: se non si fossero introdotte delle norme per spezzare la catena dei contagi, queste cifre sarebbero state assai più spaventose. Lockdown, chiusure mirate e misure di base come il rispetto del distanziamento sociale, la costante igiene delle mani e l'uso delle mascherine hanno evitato un numero enorme di nuovi contagi e salvato tantissime vite, anche alla luce del fatto che in molti casi l'infezione da coronavirus può essere del tutto asintomatica. Ora alcuni scienziati stanno suggerendo anche l'uso di una doppia mascherina per maggiore sicurezza, una “strategia” già adottata da molti, compreso il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden.

L'uso delle mascherine oggi è considerato fondamentale per proteggere gli altri e sé stessi dalla COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, tuttavia all'inizio della pandemia l'uso di questi dispositivi di protezione individuale non era nemmeno raccomandato, fino al repentino dietrofront da parte delle principali autorità sanitarie e di conseguenza dei governi. Si ritiene che nei primi mesi di diffusione del patogeno l'indicazione di non indossare le mascherine sia stata data per tutelare gli operatori sanitari, per impedire che vi fossero “assalti” alle poche scorte disponibili all'epoca. Oggi, fortunatamente, non ci sono problemi di disponibilità, perlomeno per le mascherine chirurgiche, e numerosi studi hanno inoltre dimostrato quanto esse siano fondamentali nel proteggerci dal contagio. Studi come “Association of Country-wide Coronavirus Mortality with Demographics, Testing, Lockdowns, and Public Wearing of Masks” dimostrano come l'uso diffuso di questi DPI possa letteralmente abbattere i tassi di infezione. La Fondazione GIMBE, che ha tradotto in italiano un articolo condotto da scienziati dell'Università di Oxford e dell'Università di San Francisco, ha indicato che le mascherine abbattono di 36 volte la quantità di virus trasmessa da un infetto grazie al potere filtrante, mentre l'esperimento effettuato dal professor Richard Davis del Providence Sacred Heart Medical Center di Spokane (Washington) mostra chiaramente la riduzione dei microorganismi che liberiamo nell'ambiente grazie al dispositivo.

Poiché le mascherine offrono una protezione meccanica, filtrando le particelle infette presenti nell'aria e quelle esalate col respiro, maggiore è la potenza del filtro e superiore è la capacità di intrappolare queste particelle, sia in entrata che in uscita. Le mascherine più efficaci sono i filtratori professionali FFP2/N95 ed FFP3, ma si tratta di dispositivi di protezione individuale pensati per gli operatori sanitari, mentre per la popolazione si raccomandano le cosiddette mascherine di comunità e quelle chirurgiche. Come specificato al New York Times dalla dottoressa Linsey C. Marr, ricercatrice presso il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale del Virginia Tech, unendo due mascherine meno specializzate si può ottenere circa lo stesso potere filtrante delle N95, senza tuttavia intaccare le preziose scorte di DPI per medici e infermieri. La scienziata consiglia di sovrapporre una mascherina di comunità in stoffa sopra una chirurgica, questo perché benché le mascherine chirurgiche offrano una buona protezione dal punto di vista del filtro, normalmente tendono a non aderire benissimo al viso, lasciando aperti potenziali spiragli. Per questa ragione specifica anche che un'alternativa valida può essere una mascherina di comunità con una tasca all'interno, dove poter inserire del materiale filtrante ad hoc.

La scienziata afferma che sovrapporre più di due mascherine può compromettere la respirazione, pertanto raccomanda di non superare la combinazione di due, nel caso in cui la si volesse adottare. Poiché l'adesione al viso è fondamentale, inoltre, la dottoressa Marr consiglia di usare le mascherine con i lacci che si legano dietro al capo e non quelle con anelli elastici alle orecchie. Pur essendo meno comode da indossare al volo, quelle con i lacci di solito aderiscono meglio alla forma del viso e dunque possono offrire una protezione maggiore.

Recentemente il presidente eletto degli Stati Uniti è stato visto con una mascherina chirurgica posizionata sopra a una N95, ma su tale combinazione non sono d'accordo tutti gli esperti. Il dottor William Schaffner, professore ed esperto di malattie infettive presso la Vanderbilt University School of Medicine di Nashville, ha dichiarato a USA Today di “non essere a conoscenza di alcuna raccomandazione o studio medico sull'indossare una mascherina chirurgica su una N95”, e che non sa se l'aggiunta della seconda possa offrire dei benefici. “Le N95 sono estremamente efficaci”, ha affermato l'esperto, aggiungendo che in ambito sanitario tale combinazione non viene utilizzata. Ma secondo la professoressa Sonja Rasmussen, docente di pediatria ed epidemiologia presso l'Università della Florida, una maschera chirurgica può proteggere la N95. “Può funzionare come una barriera esterna ed estendere il suo utilizzo, servendo da barriera fisica contro liquidi e goccioline potenzialmente infettivi”, ha affermato la scienziata. Insomma, per chi volesse sentirsi più al sicuro, secondo alcuni esperti si potrebbe optare anche per una doppia mascherina, ma come dimostrato dallo studio “Inward and outward effectiveness of cloth masks, a surgical mask, and a face shield” ne è sufficiente una solo, purché rispetti determinati standard, sia nel filtraggio (con un triplo strato di tessuto) che nella vestibilità.