Pur condividendo molti sintomi con l'influenza stagionale, il nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2) non è circolante in Italia, dunque le persone che manifestano febbre, mal di gola, tosse, rinorrea (naso che cola) e altri disturbi tipici, nella stragrande maggioranza dei casi sono affette proprio dalla comune patologia diffusa durante la stagione fredda. A sottolinearlo è il Direttore del Dipartimento malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, il dottor Gianni Rezza, che ha rilasciato alcune dichiarazioni in una nota pubblicata assieme all'ultimo bollettino di InfluNet, il portale della Sorveglianza Integrata dell'Influenza a cura dell'ISS.

Rezza, dopo aver ricordato la somiglianza “almeno in una fase iniziale” tra il patogeno emergente, l'influenza e altre infezioni respiratorie, ha indicato che per SARS-CoV-2 non ci sono ancora terapie specifiche, “quindi la malattia attualmente si cura come i casi di influenza grave, con terapie di supporto, farmaci antipiretici, antinfiammatori e idratazione”, ha aggiunto l'esperto. Rezza ha inoltre sottolineato che nel caso in cui si dovesse palesare una forma grave dell'infezione, che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di chiamare COVID-19, i pazienti vengono seguiti “in rianimazione con il supporto meccanico alla respirazione”. Questo perché nelle polmoniti più aggressive, che possono scaturire anche da una comune influenza nei soggetti predisposti, più deboli e con sistema immunitario compromesso, possono insorgere difficoltà respiratorie che richiedono la ventilazione artificiale.

Proprio a causa della somiglianza nei sintomi, si legge nella nota rilasciata dalla ISS, “potrebbe essere difficile identificare la malattia basandosi solo sui sintomi”. Dunque si specifica che l'OMS raccomanda sempre di richiedere assistenza medica quando si ha febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Viene inoltre ricordato che “i pazienti dovrebbero informare gli operatori sanitari se hanno viaggiato 14 giorni prima dello sviluppo dei sintomi o se sono stati a stretto contatto con qualcuno che ha avuto sintomi respiratori”.

Nel comunicato dell'ISS viene specificato che ogni anno l'influenza stagionale, in Italia, uccide direttamente tra le 200 e le 300 persone, mentre sono tra le 7mila e le 8mila le vittime indirette, cioè quelle già sofferenti per altre patologie e dunque più suscettibili all'aggressività dei virus. Ma per la comune influenza esistono i vaccini (trivalente e quadrivalente), che possono proteggere dall'insorgenza della patologia, e sono gratuiti per tutte le fasce più a rischio. Il vaccino antinfluenzale, inoltre, come spiegato dal dottor Silvestro Scotti Federazione italiana di Medicina Generale (FIMMG), in un contesto di emergenza aiuta la cosiddetta diagnosi differenziale, proprio perché il nuovo coronavirus ha molti sintomi in comune con l'influenza. In parole semplici, meno casi di influenza ci sono in giro grazie al vaccino, e più diventa facile intercettare i casi di coronavirus, senza ingolfare ospedali e pronto soccorso. Un vaccino per SARS-CoV-2 sarà invece pronto tra almeno 18 mesi, in base alle stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).