L'infezione scatenata dal nuovo coronavirus emerso in Cina ha ora un nome ufficiale: Covid-19. Ad annunciarlo è stato il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus, in seno a una conferenza stampa tenutasi a Ginevra per un aggiornamento sull'emergenza globale scaturita dall'epidemia. Il nome della patologia, ha spiegato il biologo e politico etiope a capo dell'OMS dal 1° luglio del 2017, è stato scelto per la facilità di pronuncia e per avere un format idoneo a identificare qualunque nuova infezione da coronavirus (e non) emergente in grado di colpire l'essere umano. Il nuovo nome sostituisce la denominazione provvisoria 2019-nCoV, che sta a significare “2019 novel coronavirus” (ovvero nuovo coronavirus) e si riferisce al solo patogeno.

Come spiegato da Ghebreyesus, le lettere Co di Covid-19 stanno per “Corona”, termine identificativo di un genere di virus a RNA che se visti attraverso un microscopio elettronico presentano una caratteristica forma a corona (a causa delle spicole che circondano il pericapside o peplos, il “guscio” esterno); vi sta per virus; d sta per disease, ovvero malattia; mentre 19 fa riferimento all'anno di individuazione del patogeno. Benché infatti l'epidemia del nuovo coronavirus sia divenuta di pubblico dominio a gennaio di quest'anno, i primi casi furono isolati in Cina sul finire del 2019. In realtà sin dall'inizio dell'epidemia il medico eroe Li Wenliang provò ad allertare colleghi, parenti, amici e conoscenti della circolazione di un virus (scambiato per la SARS) a Wuhan, nella provincia di Hubei, ma fu messo a tacere dalla polizia e minacciato di arresto; solo in seguito fu “riabilitato” dalle autorità, e quando l'opinione pubblica venne a sapere del suo gesto è assurto a vero e proprio eroe nazionale. Ma il destino è stato infausto con l'oculista 34enne; una volta tornato a lavoro, infatti, è stato infettato dal coronavirus ed è morto in ospedale in seguito all'aggravarsi delle sue condizioni.

Il direttore generale dell'OMS ha sottolineato che il nuovo nome scelto per la malattia scatenata dal coronavirus non doveva avere riferimenti a posizione geografica, individui, gruppi di persone e animali, per evitare la stigmatizzazione che ne sarebbe potuta derivare. Non si voleva ripetere i casi dell'Ebola (nome legato a un fiume) e della MERS (Middle East Respiratory Syndrome) o Sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus, epidemia causata da un patogeno affine sia a Covid-19 che alla SARS, tutti e tre betacoronavirus. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha sottolineato che un virus “può creare più sconvolgimenti politici, economici e sociali di un attacco terroristico”, ed è necessario che il mondo si svegli per affrontare Covid-19, definito il “nemico pubblico numero uno”. Nel momento in cui stiamo scrivendo, sulla base della mappa del contagio, ha infettato 43.143 persone e ne ha uccise 1018.