Credit: NASA
in foto: Credit: NASA

Il buco trovato sulla navetta Soyuz attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale potrebbe essere stato fatto da uno dei tre astronauti americani, per permettere il ritorno sulla Terra di uno di loro a causa di problemi di salute tenuti nascosti. Poiché la partenza di una navetta di emergenza sarebbe costata alla NASA ben 85milioni di dollari, l'escamotage dell'anomalia della pressione – causata proprio dal buco – avrebbe permesso l'evacuazione della ISS senza l'esborso di questa importante cifra. A suggerire questa trama da film di spionaggio alcune “fonti anonime” a lavoro nella commissione creata dalla Roscosmos Space Corporation (l'agenzia spaziale russa) per indagare sulla misteriosa falla. Insomma, saremmo innanzi a un vero e proprio sabotaggio.

La Roscomos avrebbe già chiesto le “cartelle cliniche” dei tre astronauti americani per verificarne il reale stato di salute, ma al momento la NASA non ha rilasciato dichiarazioni sull'intero accaduto. Le indiscrezioni sono riportate sul giornale Kommersant, in contatto con la fonte anonima che si suppone lavori all'interno della commissione della Roscomos. Se le cose stessero realmente così, si rischierebbe una crisi diplomatica “fra le stelle” senza precedenti, che potrebbe compromettere seriamente la futura collaborazione spaziale tra le due potenze mondiali. Basti pensare alle conseguenze sulla Lunar Orbital Platform-Gateway (LOP-G), la futura stazione spaziale che orbiterà attorno alla Luna, alla cui costruzione partecipano gli stessi Paesi – Italia compresa, con ben due moduli – della ISS. Al momento però cosmonauti russi e astronauti americani sembrano convivere pacificamente e amichevolmente, come indicato in un video da Sergei Prokopyev, che ha mostrato su twitter la riparazione della falla. Inoltre il vice primo ministro russo Yuri Borisov ha dichiarato che è "assolutamente inaccettabile gettare un'ombra sui nostri cosmonauti o sugli astronauti americani".

Come indicato, la falla di due millimetri è stata trovata su un pannello della Soyuz, la navetta russa attraccata al laboratorio orbitante, cui gli astronauti americani possono accedere sol col permesso del comandante russo. Non si può escludere che uno degli americani possa essersi introdotto di nascosto. L'ipotesi del sabotaggio interno con un trapano è suffragata dai segni di trascinamento della punta nei pressi del foro, che sarebbero stati causati proprio a causa dalla precarietà legata alla microgravità.

Nei giorni scorsi era circolata la notizia che il foro sarebbe stato fatto per errore sulla Terra da un operaio impegnato nella costruzione della navetta, che avrebbe nascosto il misfatto con una colla e una “decorazione”. Una fonte anonima aveva dichiarato che questa persona era stata già individuata e punita. Molto probabilmente si è trattato di una storia di “copertura” per capire cosa è effettivamente avvenuto sulla Soyuz.

A suffragio dell'ipotesi del sabotaggio spaziale, oltre ai segni del trapano “tremolante”, anche la posizione del buco, in una parte della Soyuz che si sgancia dalla capsula dell'equipaggio prima del rientro sulla Terra. La falla, dunque, non avrebbe messo in pericolo la vita degli occupanti, e il possibile responsabile dell'atto lo sapeva benissimo. Scartata definitivamente la teoria del micro meteoroide o del frammento di spazzatura spaziale, dato che il buco è stato sicuramente fatto dall'interno. La verità, molto probabilmente, salterà fuori solo al termine delle approfondite indagini della commissione della Roscomos, in attesa che si pronunci anche la NASA sull'accaduto.