ISS. Credit: NASA
in foto: ISS. Credit: NASA

Una perdita di pressione è stata registrata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), a causa di un minuscolo foro di due millimetri individuato sulla Soyuz MS-09, la navicella russa che nel giugno scorso ha portato i tre astronauti della Expedition 56/57 a bordo del laboratorio orbitante. La falla, già riparata, potrebbe essere stata causata dalla collisione con un minuscolo ‘meteorite' (tecnicamente i meteoriti sono quelli che arrivano sulla Terra) o con un detrito spaziale. I sensori hanno registrato la perdita di pressione durante la notte e gli ingegneri del controllo missione sulla Terra hanno deciso di non svegliare gli astronauti, dato che era di lieve entità, ma la mattina successiva sono stati allertati per andare a caccia dell'origine del problema.

Dopo una veloce indagine, gli astronauti l'hanno individuata nella parte superiore della Soyuz MS-09, la navetta ancorata al modulo Rassvet della sezione russa della Stazione Spaziale Internazionale. La falla è stata riparata con un sigillante ad hoc fatto di resina epossidica. Alle operazioni hanno partecipato soltanto i cosmonauti russi, come richiesto dal controllo missione, ciò ha scatenato un diverbio con i colleghi astronauti della NASA, in particolar modo con Drew Feustel, che è l'attuale comandante del laboratorio orbitante, non convinto dell'esclusione americana dalla procedura. La perdita di pressione non ha comunque mai messo in pericolo di vita gli astronauti; la stazione è stata riportata ai valori standard di pressione grazie all'ossigeno prelevato dal serbatoio nel modulo Progress 70, che viene sfruttato proprio in casi come questo.

Ma da cosa è stato provocato il foro di 2 millimetri? Come indicato, i principali indiziati sono una microscopica roccia spaziale  oppure un detrito, probabilmente il frammento di un satellite andato distrutto. Del resto l'orbita della Stazione Spaziale Orbitale viene talvolta ‘aggiustata' proprio per evitare questi pericolosissimi detriti, che possono mettere seriamente a rischio la vita degli astronauti e l'integrità della stazione orbitante.

Quello della spazzatura spaziale è un problema molto serio, e non a caso si stanno studiando varie tecniche – come l'arpione della Airbus – per poter ‘pescare' i resti di satelliti e di altri dispositivi in disuso. Particolarmente problematici sono i frammenti microscopici, una minaccia che incombe costantemente su tutte le missioni spaziali, e che sarà sempre più pericolosa a causa del numero spropositato di satelliti che continuiamo a inviare nello spazio. Probabilmente non sapremo mai cosa ha effettivamente colpito la Soyuz attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale, al momento è aperta un'indagine ufficiale per provare a fare luce.