Il picco di contagi della stagione influenzale si verifica tipicamente in pieno inverno, per questa ragione la campagna vaccinale ha inizio già in autunno, per permettere a chi si sottopone all'iniezione di produrre anticorpi efficaci contro i virus dell'influenza circolanti, prima che sia troppo tardi. Normalmente ci vogliono un paio di settimane prima che le immunoglobuline protettive si sviluppino, ma i tempi possono allungarsi nei soggetti anziani e in persone con determinate condizioni di fragilità. A complicare la stagione influenzale 2020-2021 vi è indubbiamente la pandemia di COVID-19 in corso, provocata anch'essa da un virus respiratorio (il coronavirus SARS-CoV-2) che di base può determinare sintomi molto simili, come tosse, febbre, mal di testa e altri malesseri. Alla luce di questa situazione, essere vaccinati contro l'influenza aiuta i medici anche a fare la cosiddetta diagnosi differenziale, come spiegato a fanpage dalla farmacologa clinica Annalisa Capuano dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, che ha elencato tutti i vantaggi del vaccino. Quest'anno, dunque, la vaccinazione stagionale gioca un ruolo ancor più prezioso in termini di salute pubblica. Ma per chi è raccomandata? E quando è necessario farla? Ecco cosa c'è da sapere.

Chi deve fare il vaccino contro l'influenza

Nel documento “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021” pubblicato dal Ministero della Salute e messo a punto dagli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), è stato riportato un elenco dettagliato delle categorie per le quali il vaccino antinfluenzale risulta fortemente raccomandato, pur essendo indicato per tutte le persone a partire dai sei mesi di età, che naturalmente non presentino controindicazioni, come ipersensibilità alle proteine dell'uovo o ad altri componenti del farmaco. I vaccini antinfluenzali vengono infatti normalmente “coltivati” nelle uova embrionate di pollo, anche se alcuni scienziati stanno tentando di produrli all'interno delle piante, nello specifico quelle del tabacco. Per i soggetti che rientrano nelle categorie che hanno un rischio maggiore di complicazioni – anche la comune influenza può infatti dar vita a gravi malattie potenzialmente fatalila vaccinazione è offerta gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale, così come per determinati lavoratori. L'ISS specifica che quest'anno, proprio per favorire la diagnosi differenziale a causa della co-circolazione del coronavirus SARS-CoV-2, il vaccino è gratuito a partire dai 60 anni di età, mentre negli anni passati si partiva dai 65 anni. Ecco quali sono le categorie per le quali è fortemente raccomandata la vaccinazione.

  • Popolazione adulta con età superiore ai 60 anni
  • Bambini tra i 6 mesi e i 6 anni di età, anche al fine di evitare la circolazione tra gli adulti
  • Donne in gravidanza o subito dopo aver partorito
  • Soggetti dai 6 mesi ai 65 con con patologie che aumentano il rischio di sviluppare complicazioni dell'influenza. Fra esse malattie cardiocircolatorie e respiratorie; insufficienza renale; tumori trattati con chemioterapia; malattie infiammatorie croniche; sindromi da malassorbimento intestinale; malattie croniche del fegato; immunodepressione/compromissione; malattie per le quali sono previsti interventi chirurgici importanti e così via
  • Operatori sanitari e socio-sanitari che lavorano a stretto contatto con i pazienti; lavoratori delle forze dell'ordine; vigili del fuoco; personale a contatto con animali (allevatori, veterinari, macellatori; addetti al trasporto di bestiame.
  • Donatori di sangue

Ricordiamo che l'efficacia del vaccino antinfluenzale, stando a quanto riportato dall'ISS, è del 70-80 percento su complicanze e mortalità per i gruppi a rischio e gli anziani, mentre nei giovani e negli adulti sani previene l'infezione nel 90 percento dei casi.

Quando va fatto il vaccino antinfluenzale

Come indicato, la campagna vaccinale contro l'influenza parte in autunno proprio per evitare di ammalarsi in inverno, il periodo in cui i virus responsabili circolano di più. La ragione risiede nel fatto che questi patogeni si avvantaggiano del freddo sia direttamente che indirettamente, ad esempio perché si trascorre più tempo in luoghi chiusi dove circolano con maggiore facilità. Quest'anno, come specificato a fanpage dalla professoressa Capuano, si è deciso di anticipare la campagna di vaccinazione ai primi di ottobre, un paio di settimane prima rispetto al solito, proprio alla luce delle condizioni eccezionali di questo anomalo 2020. Il periodo migliore per vaccinarsi è compreso proprio tra ottobre e la fine di novembre, così da farsi trovare "pronti" con gli anticorpi già all'inizio dell'inverno, quando la curva epidemiologica dei contagi comincia a impennarsi vertiginosamente fino a raggiungere il picco nei mesi di gennaio e febbraio. Naturalmente è possibile vaccinarsi anche più avanti, ma c'è un rischio maggiore di restare scoperti ed ammalarsi, proprio perché non si dà il tempo all'organismo di sviluppare le immunoglobuline necessarie. Se ancora non vi siete vaccinati, dunque, il momento giusto per farlo è proprio adesso. Fortunatamente il distanziamento sociale, l'uso delle mascherine e la certosina igiene delle mani con acqua e sapone o un gel idroalcolico, ovvero i pilastri delle misure anti contagio contro il SARS-CoV-2, saranno sicuramente d'aiuto anche contro l'influenza, ma grazie al vaccino si eviterà quasi del tutto il rischio di ammalarsi, inoltre si fornirà un servizio prezioso al Paese e agli operatori sanitari, già travolti da un fiume in piena di pazienti affetti da COVID-19.