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Ambiente

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I grandi cambiamenti e le rapide trasformazioni che il Pianeta sta affrontando in questo momento cruciale della sua storia, ci spingono a porci grandi interrogativi relativi al nostro rapporto con il territorio e con le risorse. Da questa esigenza è nato e si è sviluppato, negli ultimi decenni, il discorso relativo alla sostenibilità delle nostre scelte ecologiche: un dibattito sempre aperto, che cercheremo di seguire nelle sue sfumature più significative.

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La denuncia di Greenpeace, il Giappone avrebbe utilizzato parte dei fondi destinati alle vittime del terremoto e del disastro nucleare di Fukushima per finanziare la caccia alle balene. Oltre ventuno milioni di euro investiti in una pratica illegale.

Giappone, i fondi per il post tsunami usati per la caccia alle balene

Prevista per il 9 dicembre la chiusura dei lavori al vertice di Durban, la conferenza ha portato a qualche buon risultato ma i dubbi per il futuro del nostro ambiente restano aperti. Gli Stati Uniti guidano ancora una schiera di paesi che non vuole accordi vincolanti sulle emissioni e che considera Kyoto un capitolo chiuso.

Durban, quale futuro per il pianeta (e per noi)

La relazione annuale dell'ONU sulle tendenze climatiche conferma terribili sospetti, il decennio 2000-2010 è stato il più torrido registrato a partire dal 1850. E la colpa è principalmente dei gas serra.

Il decennio più caldo degli ultimi 150 anni

Batteri geneticamente modificati in grado di produrre biocarburanti che, in futuro, potrebbero essere una risorsa per trasporti ed industria.

Batteri trasformati, nuova fonte di energia

Bottiglie di plastica riutilizzate per produrre luce elettrica negli slums di Nairobi o, in alternativa, trasformate in mattoni di abitazioni che si rivelano più stabili di quelle realizzate in calcestruzzo in Nigeria, il progresso, in Africa, passa anche per il riciclo.

Africa, gli incredibili usi delle bottiglie in plastica

Si è aperta ieri a Durban, Sud Africa, la Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, circa 200 paesi riuniti per cercare un accordo, stabilendo le linee guida per il futuro del nostro ambiente.

Durban, dove si gioca il destino del nostro pianeta

La risoluzione di Bruxelles di aprire una seconda procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per le troppe deroghe concesse a proposito dell'attività venatoria.

Caccia, Italia messa in mora dall'Unione Europea

Semplice coincidenza o imprudente eccesso di ottimismo. Sta di fatto che al presentatore giapponese che mangiò cibi provenienti da Fukushima per rassicurare la sua popolazione è stata diagnosticata una leucemia.

Mangiò verdure di Fukushima in diretta TV, presentatore giapponese ha la leucemia

Alimenti indispensabili per la nostra dieta e prelibatezze per i palati più raffinati, sono numerosi i cibi che potrebbero subire i devastanti effetti del riscaldamento globale, scomparendo dalle nostre tavole toccando prezzi inaccessibili.

Gli otto cibi che potrebbero sparire a causa del riscaldamento globale

Secondo la denuncia di Greenpeace, su molte etichette dei marchi più diffusi mancherebbero informazioni fondamentali sulla provenienza del tonno in scatola.

Tonno in scatola, poca trasparenza da parte delle industrie produttrici

L'edificio era stato costruito nel 1942 ad Amburgo per dare rifugio a trentamila persone durante i bombardamenti aerei: presto diventerà la più grande centrale elettrica da fonti rinnovabili d'Europa, trasformando un passato oscuro in energia luminosa (e pulita) per il futuro.

Un bunker costruito dai nazisti sarà la più grande centrale elettrica solare d'Europa

Purtroppo è già cominciato lo sversamento petrolifero al largo delle coste del Brasile, dopo l'incidente che ha coinvolto un pozzo a circa 1200 metri di profondità.

Brasile, incidente in un pozzo petrolifero

Partendo dal campo di cotone, giungendo fino al consumatore finale, per la produzione di una sola maglietta si consumano 2700 litri d'acqua. Ed è solo uno degli esempi più evidenti dello spreco di risorse che continua sul nostro pianeta.

La tua t-shirt? Costa ben 2700 litri d'acqua

Le ricerche dell'Istituto Superiore di Sanità rilevano un incremento del 15% della mortalità nei siti contaminati da veleni di diversa provenienza, un dato che riguarda tutta l'Italia da Nord a Sud

Il bel paese dei veleni

Cifre da capogiro quelle denunciate dall'ultimo rapporto di Legambiente; che potrebbero essere notevolmente ridimensionate se venisse attuato un serio piano per difendere il suolo e attenuare il rischio idrogeologico. Ma le manovre finanziarie hanno azzerato i fondi destinati alla prevenzione.

Il maltempo ci costa 875 000 euro al giorno

L'Intergovernmental panel on climate change, la commissione internazionale che raccoglie migliaia di scienziati impegnati nello studio dei cambiamenti climatici su mandato Onu, lancia l'allarme nel quinto rapporto che sarà messo a punto in occasione della riunione di esperti che si terrà tra il 14 ed il 19 novembre a Kampala, in Uganda, in attesa del vertice mondiale di Durban dove, tra un mese, i governi di tutto il mondo si riuniranno per mettere in piedi (o almeno così dovrebbe essere) una strategia climatica per il futuro. Un futuro che non è certo dei più rosei, se non si interviene immeditamente e con misure forti che implichino una virata improvvisa e decisiva per il nostro pianeta, anche a costo di andare a toccare le leggi del mercato: perché qui, in ballo, c'è qualcosa di ben più serio che deve essere garantito. Lo scenario che gli scienziati lasciano intravedere è quello che, in questi ultimi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane, abbiamo esperito anche noi italiani sulla nostra pelle. All'alternarsi delle stagioni delle zone temperate, si sostiuiranno sempre di più inondazioni, tifoni, precipitazioni violentissime e dai risvolti imprevedibili, proprio come quelle verificatesi prima a Roma, poi nelle Cinque Terre, a Genova ed infine a Napoli; il tutto alternato ad ondate di calore e siccità. Naturalmente, la tendenza allarmante riguarda l'intero globo terrestre, secondo quanto hanno potuto verificare gli scienziati che hanno analizzato i dati, individuando nel 2010 un anno che ha notevolmente accelerato l'aumento dei disastri climatici. Difficile pensare che sia puramente casuale il fatto che proprio il 2010 abbia registrato il record assoluto di emissioni nell'atmosfera di CO2: un dato allarmante che parla del 5,9% in più rispetto al 2009, secondo quanto anticipato dal CDIAC Carbon Dioxide Information Analysis Center del dipartimento dell'energia americano. Principali colpevoli Cina e Stati Uniti, come da parecchi anni a questa parte, responsabili da soli della metà dell'anidride carbonica emessa sul pianeta. Lo stesso 2010 in cui innumerevoli incendi hanno flagellato la Russia mentre il Pakistan e l'India annegavano, seguito da un 2011 ugualmente catastrofico in cui, come si sta vedendo sempre di più, non sono più soltanto le zone tropicali e l'artico a pagare le conseguenze ma anche le fasce più temperate in cui le tendenze climatiche vedono moltiplicarsi sempre più i fenomeni estremi. Secondo l'IPCC un intervento immediato e privo di esitazioni potrebbe ancora rivelarsi salvifico per il nostro pianeta, se frutto dell'impegno di tutti i governi: viceversa, se il trend del 2010 continuerà ad essere portato avanti, per il 2050 è previsto un innalzamento di 3 gradi della temperatura, con piogge più violente nelle zone tropicali e nevicate intense ad alte latitudini, cicloni e tifoni aumenteranno, la temperatura dei mari si alzerà portando al percioloso scioglimento dei ghiacciai mentre nel Mediterraneo, Europa Centrale, Brasile e Nord America la siccità diventerà un problema contro cui combattere. Appelli drammatici che gli scienziati ripetono da anni nell'indifferenza della maggior parte dei governi, troppo impegnati ad assecondare i voleri delle multinazionali e le logiche del mercato, non è ancora troppo tardi per cambiare strada ma, certamente, il tempo stringe.

Allarme clima, l'Onu avverte: se non si cambia, in arrivo siccità e inondazioni

Tra i ghiacciai dello Stelvio vivono alcuni batteri che "mangiano" lo smog, potrebbe essere un modo alternativo per aiutare il nostro devastato ambiente

Microrganismi dei ghiacci, così si combatte l'inquinamento

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